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Villacidro :: è una graziosa cittadina della Sardegna sud-occidentale, da poco diventata capoluogo della nuova provincia del Medio Campidano.

Località Sarde > Medio Campidano


Villacidro cascata di Sa Spendula
Villacidro

Villacidro
Villacidro è una graziosa cittadina della Sardegna sud-occidentale, da poco diventata capoluogo della nuova provincia del Medio Campidano. Come documentano diversi ritrovamenti archeologici, nasce probabilmente nel II secolo, mentre la presenza dell'uomo si retrodata al neolitico. Il territorio è caratterizzato da maestosi complessi montuosi e diversi corsi d'acqua che generano ruscelli e cascate.

Abitanti: 14.724
Superficie: kmq 183,37
Municipio: piazza Municipio, 1 - tel. 070 93442 - 93442218
Cap: 09039
Guardia medica: via Corti Risoni, 50 - tel. 070 932105
Biblioteca: via Nazionale - tel. 070 9316551
Ufficio postale: via Repubblica, 43 - tel. 070 932554

Stemma di Villacidro Medio-Campidano

Informazioni Turistiche e Curisiosità su Villacidro

Costituisce il centro più popoloso della provincia. La città di Villacidro rappresenta uno degli esempi più significativi di adattamento di un abitato alla morfologia dei luoghi. Il centro di antica formazione è posto alla bocca della valle di Castangias costituendone la parte più alta del centro urbano. La parte della città sviluppatasi successivamente si è disposta lungo la conoide di deiezione assumendo la stessa disposizione dei depositi detritici. Villacidro, dal 1807 al 1821, fu sede di una delle 15 prefetture istituite in Sardegna dal governo Sabaudo. La città diede i natali allo scrittore Giuseppe Dessì (Premio Strega con Paese d'ombre) è oggi un centro culturale e turistico di grande interesse. La città di Villacidro condivide con Sanluri la denominazione di capoluogo della nuova provincia del Medio Campidano. Villacidro si trova immerso in un territorio caratterizzato da maestosi complessi montuosi, boschi estesi e diversi corsi d'acqua che generano ruscelli e cascate, come Sa Spendula, tradizionale meta turistica visitata nel 1882 da Gabriele D'Annunzio, che le dedicò un sonetto; esso poi costituisce anche area di confine tra la pianura del Medio Campidano, il massiccio del Linas e le imponenti architetture minerarie del Guspinese. La nascita di Villacidro risale probabilmente al II secolo d.C, mentre la presenza dell'uomo si retrodata al neolitico, come documentano diversi ritrovamenti archeologici.

Scopri Villacidro

Passeggiando all'interno del paese è possibile ripercorrere la via tracciata da Dessì nel suo romanzo, e si trovano interessanti strutture quali il museo "Villa Leni" all'interno del Monte Granatico, edificio storico della metà del XIX secolo, adibito in origine alla raccolta del grano; Sa Potecaria, un museo di proprietà dell'attigua Farmacia Fanni, nel quale si propone un percorso fra alambicchi e bilancini, antichi strumenti farmaceutici. La parte alta del paese sorge attorno alla piazza su cui si affaccia la Chiesa di Santa Barbara, risalente al XVI secolo, mentre nella parte bassa, in piazza dei Mille, si trova il lavatoio pubblico. Da visitare è anche la seicentesca chiesa di San Sisinnio, immersa tra olivastri secolari. Numerose le feste che animano la vita del paese come quella di Su Trigu Cotu, il 1° gennaio, o quella dedicata a Sant'Antonio Abate, il 17 dello stesso mese; quindi i riti della Pasqua e della Settimana Santa, la sagra di Sant'Isidoro a maggio e sagra delle ciliegie a giugno. Conclude l'anno la manifestazione sacra in onore della patrona di Villacidro Santa Barbara il 4 dicembre, che prevede festeggiamenti civili e religiosi.



Chiesa di San Sisinnio

San Sisinnio
A pochi chilometri dal centro abitato di Villacidro, sulla destra del Rio Leni, si estende il suggestivo parco di San Sisinnio, sede dell’omonima chiesa campestre da cui prende il nome.
Imponenti olivastri millenari, alcuni dei quali superano la ragguardevole circonferenza di 5 mt, ne caratterizzano la folta vegetazione. Tali monumenti verdi circondano e quasi custodiscono, con la loro maestosità, la più importante, per storia e tradizione, chiesa campestre della cittadina.
L’attuale edificio venne probabilmente edificato dopo il 1631, forse su una preesistente chiesa, grazie al rinnovato zelo per il santo. Infatti l'arcivescovo Francisco de Esquivel donò una reliquia del corpo di San Sisinnio al canonico di Villacidro, in seguito alla "invenzione" (ritrovamento) delle spoglie del Santo in una chiesa cagliaritana. Nel 1921 un incendio doloso distrusse l’altare maggiore in legno, la terza campata della volta, la navata centrale a capriate, il simulacro del santo.
L’aspetto attuale dell’edificio, oltre ad alcune recenti opere di recupero, è quello fornitoci dal restauro eseguito nel 1922, come ricorda una lapide all’interno della chiesa.
La festa in onore del santo si celebra nella prima domenica di agosto e comincia dal venerdì, quando una processione, con il sindaco e il sacerdote a cavallo, tradizionalmente scortata dalla cavalleria armata, conduce la reliquia fino alla chiesetta; lo stesso corteo la riporta alla parrocchia di Santa Barbara la domenica sera, alla conclusione dei festeggiamenti.
In passato le famiglie provenienti da Villacidro e dai paesi vicini con le Traccas, soggiornavano sul posto per la durata della festa.
Anticamente di fronte alla chiesa c’era una casetta a due stanze, recentemente recuperata, che ospitava il sindaco durante i tre giorni dei festeggiamenti. A fianco c’era un loggiato per i venditori di carne e di pesce.


Parco all'interno di Villacidro



Storia

Villacidro, la cui nascita risale probabilmente al II secolo d.C. si adagia sulle ultime propaggini sud-orientali del complesso del monte Linas, che la proteggono dai venti freddi del nord.
Questa felice disposizione geografica del territorio e la grande abbondanza d'acqua delle numerose valli che lo solcano , per perdersi poi nell'uniformità della pianura, attirò, fin dai tempi della preistoria, insediamenti umani di una certa consistenza.
La presenza dell'uomo del Neolitico e dell'età del rame è documentata in molti siti: piccole comunità si insediarono in tutta la circostante zona di Seddanus, a Cannamenda, a Seddus (S'ena 'e Seddus, cioè la vena di Seddus) e lungo tutto il corso del rio Villascema e del rio Leni, dove sono state rinvenute numerose stazioni di lavorazione dell'ossidiana.
La presenza umana si consolidò nell'età nuragica. Si hanno importanti testimonianze nel villaggio di Cottega e nei nuraghi di Narti, Nuraxi, Cuccur'e crabas, Cuccuru muntoni e Genna uraxi.
Anche in età romana il territorio di Villacidro fu popolato intensamente, ne sono testimonianza le tombe scoperte nella II metà dell'Ottocento a Seddanus, Ruinas, Is guardias, Villascema, S'aqua cotta, Sabodduse e la necropoli, mentre a Nuraxi e a Bangiu si possono ammirare i ruderi di due terme romane.
Probabilmente Villacidro sorse intorno a una villa, dimora di qualche "potente" attratto dalla fertilità del suolo, dall'abbondanza delle acque, dalla maestosità dei boschi.
Villacidro, la "villa citra", la villa di qua dal fiume, crebbe gradatamente e si contrappose a Leni, il centro abitato più antico.
Inizialmente il paese venne chiamato, "Xedri de Leni", come risulta da alcuni documenti del 1322, mentre nel 1328, prese il nome di "Villacidro de Leeni", probabilmente per indicare la dipendenza del centro dal villaggio più importante, Leni.
Nel 1414 il paese di Villacidro e quello di Leni erano disabitati. Alfonso V, col regio diploma del 27 ottobre dello stesso anno, cedette "l'incontrada di Parte Ippis", eccetto Villacidro, a Giovanni Civiller.
Nel 1420 Villacidro era un villaggio in forte ripresa, grazie al nuovo regio diploma, che aggiunse agli altri feudi del Civiller quello di Villacidro.
Nel 1582, con la morte di Fabrizio Gerp, il feudo che oltre Villacidro comprendeva anche Serramanna, tornò "sotto la giurisdizione regia".
Il 4 giugno del 1594 il feudo di Villacidro venne ceduto dal re Filippo II a don Giovanni Gerolamo Brondo. Il feudo restò in mano ai Brondo per quasi un secolo.
Dal 1668 in poi l'eredità passò di mano in mano fino al 16 settembre del 1744, anno in cui il marchesato di Villacidro e Palmas fu confiscato per decreto del re Carlo Emanuele III.
Il passaggio dalla dominazione spagnola a quella sabauda non produsse sensibili miglioramenti, ma il paese, con regio editto del 4 maggio del 1807, divenne la prima tra le 15 residenze prefettizie, con competenze amministrative e giudiziarie su 43 comuni.
Tra la prima e la seconda metà dell'Ottocento, almeno sul piano politico-culturale, Villacidro visse il suo momento di gloria. Quelli furono anche gli anni più difficili perché i villacidresi erano sempre più poveri, a causa della scarsa produzione di grano, degli speculatori, della terribile carestia.
Dopo l'editto delle chiudende del 1820 e l'abolizione dei feudi del 1836, cominciò a verificarsi una lenta trasformazione della società e dell'economia agro-pastorale, che in poco tempo portò alla formazione della proprietà privata.
Il paese infatti si sviluppò e nella prima metà del Novecento arrivò a coltivare e a rendere fertili anche le sue colline e le sue montagne. Alla fine dello stesso secolo, esplose lo sviluppo industriale. Le fabbriche portarono benessere e di conseguenza l'abbandono di molte campagne.


Territorio

Graziosa cittadina della Sardegna sud-occidentale, da poco diventata capoluogo della nuova provincia del Medio Campidano, Villacidro è celebre per il ricco ambiente naturale che caratterizza i suoi dintorni. Adagiata su una posizione suggestiva e singolare ai piedi del monte Linas, offre numerosi punti panoramici che si dispiegano tutto intorno e che regalano spunti per rilassanti e salutari passeggiate.
Il suo territorio, uno dei più caratteristici della Sardegna, riveste un grande interesse dal punto di vista geologico, faunistico, floreale e storico-minerario. Splendide le sue vallate e le numerose chiese campestri, i siti minerari ormai abbandonati, testimoni di una intensa attività passata, senza dimenticare le famose cascate, la più importante delle quali è certamente "Sa spendula", citata da Gabriele D'Annunzio in un sonetto. Il suo territorio è inserito nel vasto parco culturale Giuseppe Dessì.
Villacidro offre numerose possibilità di itinerari adatti alle diverse tipologie di turisti, percorsi tematici e diversificati offrono la possibilità di conoscere il territorio e di mostrare le sue molteplici peculiarità. Passeggiare nelle vie del centro storico, caratterizzato da stradine e scalette portano a scoprire un patrimonio artistico e architettonico, caratterizzato da monumenti, chiese, abitazioni private di grande pregio architettonico ed i piccoli ma singolari musei. Si possono ammirare le affascinanti lavorazioni in ghisa presenti nel lavatoio in stile Liberty della fine dell'Ottocento e maestosi portali tipici delle case campidanesi con i loro grandi cortili interni.
Le bellezze naturali di cui il territorio è ricco permettono molteplici e suggestivi itinerari, dalle cascate (Muru mannu, con i suoi 72 metri è la cascata più alta della Sardegna), alle cime più antiche d'Europa del Monte linas.
Visitando il paese è d'obbligo soffermarsi ad ammirare il singolare museo dell'arte farmaceutica "Sa potecaria", che ospita numerosi e antichi strumenti farmaceutici e che, nel suo genere, rappresenta l'unico esempio in Sardegna.




Lago sul Rio Leni
La Cascata Sa Spendula Villacidro


Sa Spendula


"Dense di celidonie e di spineti
le rocce mi si drizzano davanti
come uno strano popolo d'atleti
pietrificato per virtù d'incanti.
Sotto fremono al vento ampi mirteti
selvaggi e gli oleandri fluttuanti,
verde plebe di nani; giù pei greti
van l'acque della Spendula croscianti.
Sopra, il ciel grigio, eguale. A l'umidore
della pioggia un acredine di effluvi
aspra esalano i timi e le mortelle.
Ne la conca verdissima il pastore
come fauno di bronzo, su 'l calcare,
guarda immobile, avvolto in una pelle
."

(G. D'Annunzio, 1882)



Era il 1882 quando Gabriele d'Annunzio, in compagnia di alcuni amici, visitò il paese di Villacidro e rimase incantato dalla bellezza sfavillante della cascata di Sa Spendula, arrivando a dedicarle un sonetto, pubblicato sul Capitan Fracassa del 21 maggio dello stesso anno.
A circa un chilometro dall'abitato di Villacidro, la località di Sa Spendula è meta ogni anno di numerosi visitatori grazie allo spettacolo offerto dalla stupenda cascata, ultimo salto del Rio Coxinas dall'altura omonima. Spendula in sardo significa proprio cascata, perciò Sa Spendula sta ad indicare la cascata per antonomasia, ubicata in un contesto naturale d'incatevole bellezza. Essa sicuramente si mostra nella sua forma più smagliante durante la stagione delle piogge, ma anche d'estate la visita è di sicuro effetto, sia perché la cascata è una delle poche in Sardegna ad essere perenni, sia perché si è provveduto a creare una suggestiva illuminazione serale.
Di recente il comune di Villacidro ha compiuto una serie di interventi volti a rendere tutta la località più accogliente e fruibile da parte dei visitatori, con la realizzazione di muretti in pietra, ponticelli in legno, un piccolo parco giochi per i bambini, che così potranno divertirsi stando a contatto con la natura. Sa Spendula è anche punto di partenza per chi ama passeggiare in mezzo alla natura; da qui esistono dei sentieri che conducono verso la Croce di Seddanus, la panoramica di Cracuris, la sorgente de Sa Mitza Manna e al piazzale di Giarranas. Anche gli specialisti dell'arrampicata possono divertirsi nei pressi di questa località sulle guglie granitiche de Is Campanas de Sisinni Contu.

Il Lavatoio di Villacidro
Villacidro vasche Lavatoio

Il lavatoio di Villacidro

Come arrivare

Sulla SS 293 al km 22,4 si stacca la variante che supera il rio Leni e consente di salire (km 5,1) all'abitato di Villacidro.

Descrizione
È l'unica testimonianza superstite di un significativo complesso di opere pubbliche, voluto dall'amministrazione comunale sul finire dell'Ottocento e iniziato con la sistemazione e l'imbrigliamento del rio Fluminera. Dei vari edifici, allora ai margini dell'abitato storico, rimane soltanto il lavatoio, ormai infossato ad un livello inferiore a quello originario, dopo la demolizione di abbeveratoio, logge e macello.
L'edificio, realizzato nel 1893 su progetto dell'ingegnere Enrico Pani e dovuto per la parte metallica dalla fonderia fiorentina del Pignone, ha una serie di vasche in muratura, collegate da un tubo distributore dell'acqua e caratterizzate da un piano inclinato per facilitare il lavaggio dei panni. La copertura chiude una pianta a C con padiglioni ornati da finte aperture, sempre metalliche, e si impone soprattutto per l'andamento sinuoso ed avvolgente delle decorazioni di sostegno, secondo i principi del Liberty.
Della fonte in pietra rimane uno dei mascheroni usati come cannello per l'acqua, mentre sono scomparse figure di leoni accosciati disposti simmetricamente sulla vera e propria fonte. L'intervento di restauro degli anni Ottanta del secolo XX ha salvato le ultime parti visibili del manufatto.




Tradizioni

Numerose sono le tradizioni che da secoli si tramandano e si rinnovano. Si tratta per lo più di manifestazioni legate alle tradizioni agro-pastorali e religiose del centro.
Nei primi giorni dell'anno le antiche vie del centro storico sono animate da "Su trigu cottu", un'usanza contadina secondo la quale è di buon auspicio offrire in graziose ciotole del grano cotto ed insaporito con la "sapa".
La tradizione vuole che Villacidro sia il paese delle streghe, (cogas e bruscias). Gli abitanti si sono sempre difesi dai loro malefici invocando il santo che le sconfigge e ne annulla i sortilegi, San Sisinnio.

Economia

Fino agli anni sessanta l'economia del paese si reggeva sulla produzione agro-pastorale. In seguito, le fabbriche diedero una svolta decisiva all'economia e alla cultura del paese.

Cascata Sa Spendula

Comuni
del Medio Campidano


Villacidro
Guspini
Serramanna
San Gavino Monreale
Sanluri
Gonnosfanadiga
Arbus
Samassi
Serrenti
Sardara
Pabillonis
Villamar
Lunamatrona
Furtei
Villanovafranca
Barumini
Segariu
Gesturi
Tuili
Collinas
Siddi
Villanovaforru
Pauli Arbarei
Ussaramanna
Turri
Genuri
Las Plassas
Setzu

Villacidro, Riu Cannisoni

Cascate di Villacidro

Nel comune di Villacidro si trovano alcune tra le cascate più belle e spettacolari dell'Isola, immerse in un ambiente naturale tra i più integri e coinvolgenti della Sardegna.
A circa un chilometro dall'abitato di Villacidro, la località di Sa Spendula è meta ogni anno di numerosi visitatori grazie allo spettacolo offerto dalla stupenda cascata, ultimo salto del Rio Coxinas dall'altura omonima. Spendula in sardo significa proprio cascata, perciò Sa Spendula sta ad indicare la cascata per antonomasia, ubicata in un contesto naturale d'incantevole bellezza. Essa sicuramente si mostra nella sua forma più smagliante durante la stagione delle piogge, ma anche d'estate la visita è di sicuro effetto, sia perché la cascata è una delle poche in Sardegna ad essere perenni, sia perché si è provveduto a creare una suggestiva illuminazione serale.
Era il 1882 quando Gabriele d'Annunzio, in compagnia di alcuni amici, visitò il paese di Villacidro e rimase incantato dalla bellezza sfavillante della cascata di Sa Spendula, arrivando a dedicarle un sonetto, pubblicato sul Capitan Fracassa del 21 maggio dello stesso anno.
All'interno poi dell'area protetta di Monti Mannu, coperta da una rigogliosa macchia mediterranea, lecceti e un sottobosco dagli intensi profumi, si trovano le due cascate di Piscina Irgas e Muru Mannu. Si arriva ad esse seguendo dei percorsi segnati in mezzo al bosco. Da una parte il sentiero 113 porta ad uno spiazzo panoramico da cui si può ben ammirare lo spettacolo affascinante della cascata che si getta in una profonda piscina con un salto di circa 45 m. Le sue acque col tempo hanno scavato grandi marmitte, da dove poi scorrono veloci lungo un canalone tra lecci, corbezzoli, eriche e oleandri per poi confluire a valle nel torrente Leni.
Dall'altra parte il sentiero 109, attraversato da numerosi guadi che ne rendono sconsigliabile il percorso nei periodi delle piogge, porta alla scoperta della più imponente cascata sarda: quella di Muru Mannu, alta circa 70 m nel suo salto maggiore stretto tra due pareti a strapiombo. Ai suoi piedi si è formato un delizioso laghetto circondato da un bosco di lecci e agrifogli, rendendo questo scenario di particolare fascino.
Come arrivare
Da Cagliari seguire la SS 130 fino al bivio per San Sperate, da qui si seguono le indicazioni per Villasor e quindi per Villacidro. Per arrivare alla cascata di Sa Spendula bisogna seguire le indicazioni presenti all'interno del paese, da cui dista circa 1 km.
Sempre da Villacidro si deve partire per raggiungere le altre due cascate, seguendo le indicazioni per la foresta di Monti Mannu. Dopo alcuni chilometri si giunge al lago artificiale del Rio Leni e da qui al bivio per il Monti Mannu. Si segue la strada fino all'ingresso all’interno dell’area protetta e si parcheggia vicino al punto d'inizio dei sentieri escursionistici. Il sentiero 109 porta ad un bivio: a sinistra comincia il sentiero 113 che porta in circa un'ora alle cascate di Piscina Irgas, a destra il 109 che giunge dopo due ore fino alle cascate di Muru Mannu.
Attività praticabili
Sa Spendula è punto di partenza per chi ama passeggiare in mezzo alla natura; da qui esistono dei sentieri che conducono verso la Croce di Seddanus, la panoramica di Cracuris, la sorgente de Sa Mitza Manna e al piazzale di Giarranas. Anche gli specialisti dell'arrampicata possono divertirsi nei pressi di questa località sulle guglie granitiche de Is Campanas de Sisinni Contu.
All'interno dell'area protetta de Su Monti Mannu è possibile praticare trekking lungo sentieri appositamente organizzati che in un paio d'ore permettono la visita di questo incantevole territorio e delle due cascate di Muru Mannu e Piscina Irgas.
Informazioni utili e servizi
Di recente il comune di Villacidro ha compiuto una serie di interventi volti a rendere tutta la località de Sa Spendula più accogliente e fruibile da parte dei visitatori, con la realizzazione di muretti in pietra, ponticelli in legno, un piccolo parco giochi per i bambini, che così potranno divertirsi stando a contatto con la natura.
Poco prima del parcheggio che porta all'inizio dei sentieri del Monti Mannu si trova la caserma dei Forestali, nelle cui vicinanze si trovano delle sorgenti con ottima acqua.
Alberghi e punti di ristoro si trovano a Villacidro.


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