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Pula :: Famosa per la Città di Nora, per la Chiesa di Sant'Efisio di Nora, le Meravigliose Spiagge, e i Pomodori.

Località Sarde > Cagliari


Pula il 1 maggio a Cagliari per la sfilata in Costume Sagra di Sant'Efisio.
Faro di Capo di Pula, città della provincia di Cagliari.

Pula
Pula è un paese a vocazione prevalentemente agricola e turistica. Di notevole interesse le rovine della città fenicia di Nora, secondo la tradizione letteraria, la più antica città fondata in Sardegna. Nota per le spiaggie di sabbia finissima, le piccole baie strette tra promontori rocciosi e un mare trasparente che esalta l'azzurro del cielo.

Abitanti: 6.704
Superficie: kmq 138,97
Provincia: Cagliari
Municipio: corso Vittorio Emanuele, 28 - tel. 070 92440300
Polizia municipale: corso V. Emanuele, 28 - tel. 070 9209677
Guardia medica: via 24 maggio, 1 - tel. 070 9209373
Biblioteca: piazza del Popolo c/o Centro Culturale "Casa Frau"
Ufficio postale: via San Giovanni, 2 - tel. 070 9209931

Stemma della Città di Pula, Provincia di Cagliari
La vetrina delle Aziende Sarde
La città fenicia di Nora. Una terra di mezzo tra Cartagine e Roma.

Informazioni Turistiche e Curiosità su Pula

Il comune di Pula si trova in una posizione ottimale lungo la costa sud-occidentale del Golfo degli Angeli. È un importante centro agricolo, che durante l'estate raddoppia il numero dei suoi abitanti grazie al turismo balneare. Pula è inoltre molto conosciuta per l'importante zona archeologica di Nora. Il territorio fu abitato fin dal periodo nuragico, come testimoniano le diverse emergenze archeologiche presenti. La prima attestazione per la città di Nora si trova su una stele in arenaria risalente al IX secolo a.C. dove per la prima volta in alfabeto fenicio è citato il nome della città e quello della Sardegna. Il nome Nora è però di origine prefenicia ed ha la stessa radice di nuraghe, che significa pietra o cavità. Secondo la tradizione classica fu l'eroe eponimo Norax, figlio di Ermes e della ninfa Erithya, a fondare Nora, prima fra le città della Sardegna. La zona archeologica di quest'antica città è situata ai piedi di un promontorio denominato Capo di Pula, congiunto alla terra ferma da un istmo che si estende, ad oriente, verso Punta del Coltellazzo. Da Punta Coltellazzo, verso est, lungo l'ampia insenatura che arriva sino a Punta Santa Vittoria, si estendono le spiagge dei Fichi e di Su Gunventeddu. La cittadina di Pula si è sviluppata successivamente all'abbandono di Nora. È un centro vivace e molto attivo che conserva caratteristiche urbanistiche tipiche del basso Campidano. È conosciuto per la prelibatezza dei suoi frutti, tra cui i fichi e i deliziosi pomodori camona.
La zona di maggiore richiamo è senz'altro quella il Prco archerologico dove rimangono le importanti tracce lasciate dai Fenici, dai Punici e dai Romani. Nora conserva, tra le sue emergenze archeologiche, resti di strutture murarie, e le fondazioni del "tempio di Tanit" per quanto riguarda il periodo fenicio-punico; del periodo romani conserva invece l'unico esempio conosciuto in Sardegna di teatro romano, diversi complessi termali, la "casa dell'atrio tetrastilo", il "santuario di Esculapio" e la basilica. All'interno del paese è presente il museo archeologico Giovanni Patroni che conserva i reperti recuperati nella zona di Nora. Il pezzo più rilevante dell'esposizione è la lamina d'oro con "gorgoneion" (testa di Gorgone), logo del museo, rinvenuta in una tomba a camera della necropoli punica. Di notevole interesse anche la chiesa romanica di Sant'Efisio di Nora, edificata alla fine dell'XI secolo, nel sito in cui secondo la tradizione fu martirizzato Sant'Efisio, guerriero romano convertitosi al cristianesimo. È il luogo di arrivo della processione devozionale che ai primi di maggio onora il martire Efisio conducendolo qui dall'omonima chiesa cagliaritana di Stampace, dove poi torna per dimorarvi per il resto dell'anno. Qui fu edificato in epoca altomedievale un primo santuario, completamente ricostruito in età giudicale. Altri edifici di notevole interesse storico nel territorio di Pula sono la Villa Santa Maria, progettata nella prima metà dell'Ottocento in forme neoclassiche dall'architetto Gaetano Cima per il console di marina Randaccio, e la torre del Coltellazzo, costruita nel XVI secolo a scopo difensivo sulla collina domina la città punico-romana di Nora. Sulla strada per Nora sorge poi il Museo Norace, che espone due collezioni, una numismatica e l'altra mineralogica.
Ad occidente del Capo di Pula, su una superficie di circa 55 ettari, si estende l'area lagunare di Nora che comprende il ramificato sistema di canali ed isolotti del delta del Rio Arrieras e la laguna vera e propria separata dal mare da un lungo argine artificiale e dalla penisola naturale di Fradis Minoris. La flora della laguna è tipica delle zone umide salmastre, con una rigogliosa vegetazione a macchia mediterranea. La fauna è caratterizzata dalle più rappresentative specie di avifauna lagunare come anatre, aironi, garzette, martin pescatore e diverse varietà di gabbiani, tra cui il raro gabbiano corso. Tra le specie ittiche si annoverano spigole, anguille, saraghi, orate e muggini ed è viva l'attività di pesca che viene svolta, con sistemi tradizionali, da pescatori associati in cooperativa.
Nel Centro di educazione ambientale sito ai margini della laguna di Nora è possibile ammirare pesci, crostacei e tartarughe dei mari di Sardegna, scoprendo i segreti di maree e lagune. Sono operativi servizi di visite guidate all'Aquarium, escursioni in canoa tra i canali della foce ed immersioni snorkeling nell'area della cava romana sommersa dal mare.
Tra gli eventi da segnalare e da non perdere sono la sentita festa in onore di Sant'Efisio che si svolge la prima settimana di maggio, la festa di San Giovanni Battista a fine giugno e la festa di Sant'Isidoro patrono degli agricoltori a metà agosto. Di grande interesse è la manifestazione estiva "La notte dei poeti", che dal 1983 fa rivivere il teatro romano di Nora come luogo di poesia, di arte e di spettacolo.

Vista sul mare di Nora, tutte le spiagge di Pula, informazioni turistiche e curiosità.

Spiagge del comune di Pula

Cala d'Ostia Si trova in località "Santa Margherita", nel comune di Pula. Si può raggiungere prendendo la strada costiera dal centro di Santa Margherita, in direzione sud.
Pula Fichi La spiaggia dei Fichi, nel lungo arenile di Nora, ha un fondo di sabbia fine intervallato da rari scogli.
Nora La spiaggia di Nora si trova nell'omonima località del comune di Pula, ed è raggiungibile percorrendo la Strada Statale 195, seguendo le indicazioni per il sito archeologico.
Pinus Village La spiaggia del Pinus Village è una delle più suggestive della costa di Santa Margherita. La spiaggia è coronata da una fitta macchia mediterranea.
Santa Margherita di Pula Santa Margherita di Pula si trova nel comune di Pula, ed è raggiungibile percorrendo, da Nora, la Strada Statale 195.
Su Guventeddu Su Guventeddu si trova nel comune di Pula, in località Nora ed è raggiungibile seguendo da Nora le indicazioni per arrivare alla zona archeologica.

Pula, isola di San Macario.
Nora, la spiaggia dei Fichi e di su Gunventeddu.
Santa Margherita di Pula, spiaggia dell'Abamar.

Testi di Paolo Amat di Sanfilippo

Il territorio Il territorio del comune di Pula, ubicato a circa 30 km da Cagliari, sulla costa sud-occidentale, confina a nord con Santadi, a est con Villa San Pietro (un tempo San Pietro Pula), a ovest con Domus de Maria, e a sud con il mare. Ha una superficie di quasi 140 kmq, montagnosa per circa 77.000 ettari. La porzione pianeggiante, stretta ed allungata, è prevalentemente quella costiera. I picchi della parte montagnosa sono Punta Maxia (1017 m), Punta Sebera (979), e Sa Punta ’e sa Cresia (864). I corsi d’acqua principali sono il rio di Pula, che sfocia nella spiaggia di Sa Cora di fronte all’isolotto di San Macario, il rio Sali o di Santa Margherita, che sfocia nella spiaggia di Cala d’Ostia. Il rio Tintioni o di Arrieras e il rio di Sorrecanu sfociano nello stagno di Agumu. La costa presenta alcune spiagge (Sa Cora, Cunventeddu, Sant’Efisio, Agumu, Cala d’Ostia, Santa Margherita, Cala Bernardini), alternate a zone rocciose (Santa Vittoria, Coltellazzo, Is Fraris Minoris, Su Mont’e Agumu, Cala verde). L’originario territorio della baronia di Pula era più esteso di quello dell’attuale Comune; infatti il demanio dei comuni di Domus de Maria e di Villa San Pietro è stato creato a spese di quello di Pula. Dal punto di vista geologico il territorio di Pula presenta aspetti interessanti. La parte pianeggiante è di origine alluvionale con argilla di tipo cloritico (Troccu e Gregori) o di tipo montmorillonitico, derivante dalla caolinizzazione delle andesiti (Terramaini). La parte rocciosa sul mare è costituita da rocce vulcaniche, trachiti anfiboliche e andesiti (promontorio di Coltellazzo, isolotto di San Macario, batteria di Santa Vittoria, cocuzzolo de Su Casteddu) con inclusioni di diversi minerali, e da arenarie fossilifere (penisola de is Fraris Minoris, su Scolliu ’e Rodinis a Cunventeddu). Il complesso di Monte Santo si eleva con un calcare grafitoide, alternato a roccia felspatica su una base granitica: la roccia calcarea presenta tracce di mineralizzazione a galena e a magnetite, per cui nella seconda metà dell’Ottocento furono realizzati scavi minerari di cui rimangono tracce e toponimi (Sa Galanza, Perdu Carta, sa Mina ’e Bolanti, Is Fraizzus, Antiogu Lay, Ziu Paulu). Alcuni anni fa, a seguito dell’individuazione di alcuni campioni a mineralizzazione fluoritica alla base del Monte Calcinaio (Monti Baroni), la Progemisa (l’ente regionale per la ricerca geomineraria) realizzò una galleria, ma il filone non fu trovato.

Gregge di pecore a Pula
Graniti Punta sa Cresia

Testi di Paolo Amat di Sanfilippo

La storia Il nome del paese deriva da Padulis de Nura, termine che denominava la zona acquitrinosa poco distante da ciò che rimaneva della città di Nora. Questo villaggio, sotto la signoria di Gherardo Donoratico della Gherardesca, faceva parte della curatoria di Nora, con i villaggi poi estinti di Quia, Cucho, Saliò, Garabionis, Vestaris, Orto Giacobo, Pedrasterrida, Pedra de Sal, San Roch, Santa Vittoria, San Giorgio, Santa Maria Maddalena, Caputerra. Dopo la sconfitta delle armi pisane a Lutocisterna (1324) la villa di Pahula o Pula venne assegnata in feudo al catalano Emanuele d’Entença, parente di Teresa d’Entença, moglie dell’Infante Alfonso. Passata quindi in feudo alla famiglia Carroç, forse anche perché la moglie di Berengario I Carroç era Teresa Combaldi d’Entença sorellastra della regina, fu compresa come baronia, fino al riscatto, nel feudo di Quirra. Passò quindi ai tre Berengari, alle due Violante, e a Toda, della famiglia Carroç, poi alla famiglia Centelles, alla famiglia Borja, alla famiglia Catalan, ed infine alla famiglia Osorio. Pur essendo un territorio che si prestava all’allevamento del bestiame e all’agricoltura, l’imperversare della malaria nei mesi estivi e le frequenti incursioni barbaresche impedivano l’insediamento stabile a Pula, che risulta periodicamente spopolata, per cui non fu una villa ma solo un popolato. Pertanto, fino al riscatto dei feudi non ebbe un proprio demanio comunale e gli abitanti, considerati tutti “forestieri”, erano tenuti a pagare il medio portasco, una tassa obbligatoria per i forestieri che coltivavano frumento nelle terre del feudo, e che consisteva nel pagamento della metà del frumento che era stato seminato. L’alterno ripopolamento di Pula avveniva quando contadini del Campidano di Cagliari, trasferitisi nel popolato per coltivare le terre franche della baronia, col permesso del podatario di turno e dietro pagamento del medio portasco, vi restavano stabilmente. Con loro anche persone provenienti da villaggi del centro dell’isola, soliti venire stagionalmente a Pula sia seguendo la transumanza del bestiame ovino, sia per l’esbarbaggio dei porci (ma anche per sfuggire alle grinfie della giustizia). Talvolta essi assumevano come cognome il nome del paese d’origine oppure quello della loro professione. Hanno sicuramente questa origine cognomi come Arzana, Orani e Bituleri. Allo sviluppo del popolato contribuirono anche alcuni ordini religiosi, i Frati Minori dell’Annunziata, i Gesuiti, gli Scolopi, i Mercedari e le suore della Purissima, che gestivano fattorie nei numerosi loro possedimenti nel popolato. La loro presenza è ricordata da toponimi del tipo s’Ortu ’e su Para, su Para Biancu, Su Parargiu, Frà Millanu, sa Guardia ’e is Mongias, su Fraili, is Fraris Minoris, Cunventu, Cunventeddu. Il toponimo Sa Mitza ’e is Vittorinus, a Monte Santo, ricorda un possedimento dei monaci di San Vittore di Marsiglia nell’anno 1000. Nella seconda metà del XIX secolo le proprietà di questi ordini religiosi furono incamerate dallo Stato con la Legge Siccardi e, acquistate da alcuni notabili cagliaritani, costituirono le loro proprietà a Pula; altre proprietà derivarono da concessioni di terreno da parte del feudatario ai podatari di turno o a singoli abitatori, gratuitamente o in enfiteusi. Hanno avuto questa origine le originarie proprietà dei Cugia di Sant’Orsola, Grondona, Cossu-Madao, Nieddu e Corinaldi. Nei secoli XVIII-XX contribuirono al ripopolamento di Pula torrari, militari, dipendenti dell’amministrazione del feudo, commercianti, artigiani e impiegati pubblici, provenienti da ogni parte. La scomparsa della malaria ha migliorato lo stato di salute della popolazione e favorito l’ulteriore sviluppo del paese.

La villa Santa Maria, costruita sui resti dell'antica omonima chiesa. Città di Pula (CA).
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista addobbata a festa.

Testi di Paolo Amat di Sanfilippo

I monumenti Il territorio comunale è ricco di testimonianze archeologiche. Un nuraghe seppur piccolo si trova a Masenti e un altro a Santa Margherita in località Sa Perda Bianca. Una pietra fitta abbattuta si trova in località S’Abuleu: il toponimo Sa Perda Fitta ricorda la presenza, un tempo, di uno di questi monumenti megalitici. Nell’attuale stazione radio della Marina militare, sotto i resti di un tratto dell’acquedotto romano, c’è un nuraghe. Anche il toponimo Nuraxeddus, a Santa Margherita, indica la presenza di insediamenti nuragici. A Mont’e Sali, in località Su Gimitoriu, la presenza di parecchi edifici contigui a sezione circolare costruiti in pietra a secco, coperti dalla macchia mediterranea, fa pensare a un villaggio nuragico o prenuragico. In vari luoghi sono stati trovati frammenti di mazze di pietra. Un accurato esame delle riprese da satellite del territorio pulese, effettuate all’infrarosso, potrebbe rivelare la presenza di antichi insediamenti. Ma il monumento archeologico più interessante di Pula è l’antica città di Nora con i suoi reperti fenici, punici e romani.
Tombe puniche a un metro e mezzo sotto il piano di campagna, tardo-puniche e del periodo repubblicano a un metro sotto e tardo-romane a mezzo metro sotto il piano di campagna si trovano nel giardino di alcune ville a Cunventeddu, insediamenti tardo-imperiali si trovano un po’ dappertutto nel territorio pulese, così come in molti luoghi sono state trovate tombe, prevalentemente violate. Avanzi archeologici non meglio identificati si individuano nella montagnola di Santa Vittoria entro il recinto della “Batteria Boggio”. La chiesetta di Sant’Efisio, a Nora, pur dopo vari rifacimenti posteriori mostra ancora la tipologia architettonica dei Vittorini di Marsiglia. Altri interessanti monumenti sono le torri costiere, costruite su disposizione di Filippo II, per contrastare le frequenti incursioni dei pirati barbareschi. Nell’isolotto di San Macario, dove esistono anche i resti del marfaragiu della tonnara “di ritorno” in funzione nel Settecento, e i ruderi di un “Lazzaretto Brutto”, c’è la torre omonima costruita intorno al 1590; nel promontorio di Coltellazzo la torre omonima costruita nel 1582, ad opera dei mestres picapedrers Antonio Frigado, Augustì Pixella, Pere Mora e Jaume Casula, probabilmente sul sedime di una fortificazione punica, romana o bizantina: la torre è l’unica, in Sardegna, dotata di rivellino. A Santa Margherita, lungo la spiaggia di Cala d’Ostia, sorge la torre di San Diego, costruita nel 1602: nel 1773 la torre, distrutta da un’esplosione accidentale, fu ricostruita dall’impresario Vincenzo Cara. Due cannoni di questa torre, recuperati anni fa dal dottor Cappellari direttore dell’Hotel “Is Morus”, fanno oggi bella mostra nel giardino dell’albergo. Nel rilievo trachitico che si erge quasi nel centro di Pula è ancora visibile un pezzo della base di un antico castello, reliquato dopo la costruzione, nei primi decenni del Novecento, del serbatoio dell’acquedotto del paese. Il castello, menzionato in un cabreo del Cinquecento, era abitato nel 1607, ma distrutto già nella seconda metà del Settecento. Di esso rimane solo il toponimo Su Casteddu. La chiesetta di San Raimondo, sul lato destro della strada che conduce a Nora, quasi di fronte al Camposanto, faceva parte di un ospizio dei Mercedari, dove, dal 1709 al 1815, venivano rieducati alla religione cattolica gli schiavi dei Saraceni che l’ordine della Mercede aveva riscattato, e che si erano dovuti convertire all’islamismo per evitare l’evirazione. Incamerata dallo Stato con la Legge Siccardi, fu acquistata dai conti Nieddu di Santa Margherita, i cui discendenti la posseggono a tutt’oggi. Nel corso Vittorio Emanuele, in prossimità del Municipio, c’è Villa Nieddu, costruita nel 1830, forse su un progetto giovanile di Gaetano Cima. Nella via Nora sorge la Villa Santa Maria, edificio neoclassico costruito nel 1838 per il console di Marina Giuseppe Angelo Randaccio su progetto dello stesso Gaetano Cima sul sedime di una antica iglesia rural dedicata, secondo il rito bizantino, a Santa Maria bambina (Santa Mariedda). Sono degli ultimi anni dell’Ottocento alcuni edifici fatti costruire dal cavaliere Agostino Frau, sindaco di Pula per molti anni: uno, nella Piazza del Popolo, denominato Casa Frau, è attualmente la sede della Pro Loco; un altro nel corso Vittorio Emanuele ospita il Museo archeologico “Patroni”.

Produzione dei pomodori di Pula.

Testi di Paolo Amat di Sanfilippo

L’economia: agricoltura e turismo Le aziende agricole tradizionali, caratterizzate dalla coltura estensiva, dall’allevamento bovino e ovino allo stato brado, non esistono più: erano tali, per quasi due secoli, le proprietà Cugia di Sant’Orsola, Grondona, Cossu-Madao e Nieddu di Santa Margherita; per quasi un secolo quelle Corinaldi, Asquer di Flumini, Cugia-Randaccio, Rossi, Floris Torel, Azara, Amat di San Filippo, Rogier. Anche la più aggiornata azienda Farina non è più in attività. Per più di trent’anni operò l’azienda Scano-Musio, che allevava cavalli di razza a Bau Stella. La stessa azienda Obino si è trasformata: ora occupa un posto di rilievo nell’industria alberghiera.
L’Ente Foreste della Sardegna gestisce i territori demaniali di
Pixina Manna e de Is Cannoneris.
Per una decina d’anni operò a Santa Margherita l’azienda floro-vivaistica danese DCK, fino a quando non trovò condizioni economicamente più favorevoli in Kenia. Attualmente esistono i vivai Azara, l’azienda agraria Biagini, le aziende ortofloricole Fa. Di una certa notorietà nella produzione e nella commercializzazione dei prodotti in serra è la cooperativa “Terra e Sole” di Santa Margherita. L’incremento della domanda turistica, soprattutto estiva, ha favorito anche lo sviluppo dell’edilizia con tutte le attività connesse. Le attività artigiane originariamente indirizzate a supporto dell’agricoltura si sono specializzate in funzione dell’edilizia; ha avuto un notevole sviluppo il terziario. Tra gli alberghi il Villaggio Forte, l’Abamar Hotel, l’hotel Baia di Nora, l’albergo Costa dei Fiori, l’albergo Flamingo Mare e Pineta, l’albergo Hotel Is Molas, l’Albergo I Giardini d’Alice, l’albergo Is Morus Relais, l’albergo residence Baia delle Palme, l’albergo & residence Lantana, l’albergo Nora Club Hotel, l’albergo Marin Hotel, l’albergo ristorante Su Gunventeddu, l’Hotel del Corso, l’Hotel Villarosa. Da aggiungere gli agriturismi Bingia Bonaria, B&B Schirru, La Biada, Agriturismo Le Margherite, Rifugio, Sa Figu Morisca. I B&B sono La Rosa dei Venti, Sa Domu Sarda, Villa Alberta. Numerosi anche i ristoranti e le pizzerie, più il campeggio Flumendosa, il camping Cala D’Ostia, il Parco Acquatico “Blufan”.
Il paese Provenendo da Cagliari, passato il distributore di benzina di Villa San Pietro, su un piccolo dosso passa il confine fra il comune di Villa San Pietro con la biforcazione della vecchia Strada statale 195, a sinistra, e la nuova variante sulla destra. Il cocuzzolo sulla sinistra prende il nome di Piccareddu o Santu Miali (San Michele). Il terreno sulla destra, con un piccolo risalto pietroso, è Sa Corti de Santu Antini (San Costantino). Proseguendo nella vecchia strada a sinistra, dopo alcune centinaia di metri, sulla destra c’è il vecchio ponte sul rio Pula (viale Europa), passato il quale una strada, in leggera discesa, costeggiando un giardinetto pubblico con al centro un vecchio pozzo in stile pseudomoresco, porta, girando a destra, al viale Segni, che costeggia per circa un chilometro l’argine del rio. Delle tre traverse, sulla destra, la prima (via XXIV Maggio) sbocca nella piazza del Popolo (l’antica Prazza ’e is Ballus); la seconda (via Arborea) anch’essa sulla piazza del Popolo; la terza (via Piave) sbocca in prossimità della Piazza Giovanni XXIII dov’è la chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni. Qui la strada si ricollega con la via Nora e prosegue fino al mare. La Piazza del Popolo è il centro nevralgico di Pula: sul lato sinistro si trovano alcuni bar-gelateria con i loro dehors, la Casa Frau (ora Centro Culturale, sede della Pro-Loco) e un negozio di souvenirs. Sulla destra un bell’edificio in stile Liberty. La via Nora e il corso Vittorio Emanuele, le vie più importanti dal punto di vista commerciale, sono collegate tra loro dalla via Azara che nasce nella Piazza Municipio (dove si trova la Casa comunale), dalla via Amsicora, e infine dalla via Corinaldi. Più avanti, nel corso Vittorio, di fronte alla Farmacia Delogu, si trova il monumento ai caduti della Prima e della Seconda guerra mondiale. Nella via Masenti, sulla sinistra, la casa del visconte Asquer di Flumini, già Salazar Grondona, parte della quale risale ai primi anni dell’Ottocento. La via sbocca nella nuova variante della Strada Statale 195, oltre la quale prosegue su strada bianca, attraversato il ruscello di Sorrecanu e costeggiato il piccolo edificio a forma di torretta (Turritta) costruito verso la metà dell’Ottocento dal visconte di Fluminimaggiore e Gessa don Raffaele Asquer Salazar, e aver attaversato il rio Tintioni (o di Arrie-ras), fino al complesso turistico “Is Molas Golf Club”, per finire in prossimità del Parco Tecnologico “Sardegna Ricerche”. La via Nora costeggia il Camposanto e la chiesetta dedicata a San Raimondo Nonnato, che anticamente faceva parte dell’ospizio dei Padri Mercedari. Più avanti, dopo circa un chilometro e mezzo, la casa dell’Arciconfraternita del Gonfalone, detta anche della Guardianìa, adiacente alla chiesetta di Sant’Efisio e quindi agli scavi di Nora.

Nora, la storia e la costa. Pula (CA).
Nora. Pula (CA).

Testi di Paolo Amat di Sanfilippo

Famiglie nobili a Pula
A Pula, che era una baronia appartenente al marchesato di Quirra, abitavano, anche se non tutto l’anno, i podatari e i reggitori che si avvicendarono nell’amministrazione del marchesato. Così, connessi al loro antenato reggitore del feudo don Gaspare Cugia (1664), abitò a Pula, nella seconda metà del Settecento, don Litterio Cugia Manca, referendario dell’Ordine mauriziano. Nell’Ottocento vi abitarono anche i nipoti Cugia Paliacho, figli di don Diego Cugia Cadello e di donna Speranza Paliacho Borro dei marchesi della Planargia: don Efisio, generale, ministro della Guerra e della Marina sotto Umberto I, morto a Roma nel 1872, e don Litterio, morto a Brescia nel 1866 per le ferite riportate nella battaglia di Custoza. Vi abitò anche don Litterio Cugia Ledà, figlio di don Raffaele Cugia Cadello e di donna Marchesia Ledà Deliperi dei marchesi di Busachi, maritato con donna Maria Nieddu Fancello dei conti di Santa Margherita, che morì nella battaglia di Palestro nel 1859. Nella prima metà del Novecento vi abitò l’ammiraglio don Umberto Cugia Serpi, morto nel 1983, figlio del tenente generale don Raffaele Cugia Nieddu e di donna Francesca Serpi Cugia. Connessi col podatariato di don Agostino Grondona (1761), vi abitarono i figli Grondona Lopez: don Gioacchino, commendatore mauriziano, consigliere di I classe e giurato capo della città di Cagliari, morto nel 1816; don Antonio, maggiore generale delle Regie Armate, comandante della Cittadella di Torino, morto nel 1836; don Tommaso, maggiore generale delle Regie Armate, governatore della città e Capo di Sassari e di Logudoro, morto nel 1844. Vi abitarono quindi la famiglia di don Raffaele Lostia Arthemalle, quarto conte di Santa Sofia, capitano di Cavalleria nei reggimenti provinciali, regio vicario di Sassari, coniugato con donna Giuseppa Grondona Flores; la famiglia di don Efisio Salazar Olivar militare di carriera, coniugato con donna Rita Grondona Flores; la famiglia di don Raffaele Asquer Salazar, visconte di Fluminimaggiore e Gessa, che fu anche consigliere comunale nel 1905; quella di suo figlio don Francesco Asquer Pes di San Vittorio, visconte di Fluminimaggiore e Gessa, che fu anche sindaco negli anni 1950-1952; e vi abita tuttora la famiglia del professor Giuseppe Aymerich marchese di Laconi, già rettore magnifico dell’Università di Cagliari, marito di donna Giuseppina Asquer di Flumini Gritti. Connessi col podatariato di don Pietro Nieddu Meloni, conte di Santa Margherita (1830), vi abitarono i figli don Pietrino, don Gavino, uno dopo l’altro conti di Santa Margherita, e le figlie donna Vincenzina, coniugata con il sottoprefetto Aurelio Pabis, e donna Maria, coniugata con quel don Litterio Cugia Ledà già menzionato. Attualmente vi risiedono i discendenti Cazzavillan Pabis. Connessi con l’incarico di reggitore del marchesato di Quirra conferito all’avvocato don Bonaventura Cossu Madao nel 1732, vi risiedettero il figlio don Pietro Cossu Cossu, conte di Sant’Elena, referendario dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, e il nipote don Francesco Cossu Carroz. Passati i beni pulesi della famiglia Cossu al barone Salvatore Rossi, li ereditò la figlia Marica, sposata all’intendente delle Regie Finanze avvocato Giovanni Azara, figlio del giudice di mandamento a Pula Pietro Azara. A tutt’oggi gli Azara hanno possedimenti nel paese. Sempre connessa con l’amministrazione del feudo di Quirra è stata la residenza della famiglia Brundu, il cui capostipite, Giovanni Antonio, fu notaio della Curia del marchesato nella seconda metà del Settecento. Suo figlio Salvatore, colonnello d’Artiglieria, fu comandante della piazza di Bosa nel 1836, direttore della Regia Fabbrica delle Polveri di Cagliari e membro della Reale Società Agraria ed Economica. I discendenti Brundu vi possiedono ancor oggi delle proprietà. Connessa con la carica di console di Marina a Pula nel 1830 è stata le residenza di Giuseppe Angelo Randaccio nella Villa Santa Maria; quella del figlio Carlino Randaccio Rossi (1840- 1903), e successivamente delle nipoti Randaccio Cappai e delle pronipoti Cugia di Sant’Orsola Randaccio e Cugia Randaccio.

Pula, Museo Archeologico, reperti della città di Nora.

Civico Museo Archeologico "Giovanni Patroni"
Il museo ha sede in un edificio d'epoca nel centro storico di Pula ed è dedicato ai ritrovamenti nell'antica città di Nora e nel territorio circostante. Prima fenicia e punica, successivamente romana, Nora si sviluppò tra il VII sec. a.C. e l'VIII sec. d.C., quando le scorrerie arabe costrinsero gli abitanti a rifugiarsi nell'entroterra. L'esposizione consente di approfondire i temi legati alla colonizzazione del territorio e alla fondazione della città, la più antica in Sardegna, di cui offre uno spaccato della vita nel corso dei secoli, sia attraverso i reperti legati al quotidiano sia attraverso quelli che rimandano alla sfera del sacro, ai riti, al culto dei morti. Un allestimento particolare, utilizzando la documentazione fotografica ottocentesca delle fasi di ritrovamento e di scavo, espone le stele del tofet punico del V-III sec. a.C.
Un'interessante sezione è dedicata ai recuperi subacquei: anfore, ancore, ceramiche puniche e romane. Il museo è l'indispensabile completamento alla visita della città di Nora. Il pezzo forte della collezione è la lamina d'oro con "gorgoneion" (testa di Gorgonie), logo del museo, rinvenuta in una tomba a camera della necropoli punica di Nora.
Esiste un servizio di visita guidata compreso nel prezzo del biglietto (preferibile la prenotazione per gruppi e scolaresche). Il museo collabora nell'attività didattica con le scuole su progetti a tema archeologico e organizza conferenze informative sull'attività della missione di scavo a Nora. La biblioteca archeologica è consultabile su richiesta. È attivo il bookshop. Si distribuiscono dépliant gratuiti. Non esistono barriere architettoniche. Esiste un percorso tattile con didascalie in Braille.

Informazioni

Indirizzo: corso Vittorio Emanuele, 67 - 09010 Pula
tel. 070 9209610
Ente titolare: Comune di Pula
Gestione: soc. coop. Tur, campeggio Cala d'Ostia - 09010 Pula
Orari: 9.00 - 20.00 (estivo); 9.00 - 17.30 (invernale); lunedì chiuso
Biglietto: € 2,50 (intero); € 2,00 (ridotto). Cumulativo per visita a Nora: € 5,50 (intero), € 4,00 (ridotto per gruppi di oltre 20 persone), € 2,50 (ridotto dai 6 ai 14 anni). Esenzione per bambini fino a 5 anni, disabili non autosufficienti con accompagnatore
sito internet: www.comune.pula.ca.it
e-mail: museopatroni@tiscali.it

Pula città romana di Nora. Informazioni turistiche e curiosità.

Pula, area di Nora
L'antica città di Nora è collocata su un promontorio, il capo di Pula, separato dalla terraferma da un istmo che si estende in due punte: a O Sa Punta 'e Su Coloru, a E la Punta del Coltellazzo, di fronte all'isoletta omonima. L'area è dominata dalla torre spagnola del Coltellazzo, in una posizione di grande valore paesaggistico. Le testimonianze della città fenicio-punica sono state in parte coperte o cancellate dalla sistemazione della città avvenuta in età romana. Le strutture oggi visibili sono, infatti, pertinenti in prevalenza proprio alla fase romana del sito.

Informazioni utili
Indirizzo: località Nora, Pula; telefono 070 921470/92440304
Gestione: Soc. Coop Tur, Campeggio Cala d'Ostia Pula
Orari: estivo 9,00-20,00; invernale: 9,00-17,30
Biglietto: € 5,50, € 4 (gruppi più di 20), € 2,50 (minori 14)
e-mail: patrizia.melis@comune.pula.ca.it - cop.tur@tin.it
Esiste un servizio di visite guidate.
A Pula è possibile visitare anche il Civico Museo Archeologico "Giovanni Patroni".

Rovine della città di Nora, l'anfiteatro, Pula (CA). Teatro Romano di Nora informazioni turistiche come arrivare dove andare.

Monumenti Romani di Nora
Nora è collocata su un promontorio, il Capo di Pula, separato dalla terraferma da un istmo che si estende in due punte: a O Sa Punta 'e Su Coloru (la punta del serpente), a E la Punta del Coltellazzo, di fronte all'isoletta omonima. L'area è dominata dalla torre spagnola del Coltellazzo, in una posizione di grande valore paesaggistico. La visita di Nora romana ha inizio dal suo monumento più noto e significativo: il teatro. Esso poteva ospitare 1100/1200 spettatori e presentava: tre "vomitoria"; "porticus post scaenam" sul lato orientale; "cavea", composta da dieci file di gradini per il pubblico; due piccole tribune, accessibili dalla "porticus post scaenam" mediante due scalette in pietra; "frons scenae". Due grandi orci, rinvenuti nell'iposcenio, furono interpretati come risuonatori per l'amplificazione della voce degli attori, ma recentemente è stata avanzata una nuova ipotesi: in fase tarda l'edificio avrebbe mutato funzione e gli orci sarebbero divenuti contenitori di derrate alimentari. Si prosegue verso O, lungo la strada che taglia in due il promontorio, che conserva il condotto fognario con copertura a schiena d'asino in laterizi. Sono visibili a s. i resti delle cosiddette "terme centrali" (II-III secolo d.C.). L'edificio non è facilmente leggibile per il cattivo stato di conservazione e per le ripetute ristrutturazioni. Si individuano forse un "apodyterium" (spogliatoio); il "frigidarium" (sala per il bagno freddo); il "calidarium" (sala riscaldata), il "tepidarium" (sala riscaldata a temperatura media); i "praefurnia" (vani e forni per il riscaldamento). A d. delle "terme centrali" sorge un quartiere di abitazioni puniche riutilizzate in epoca romana. Più avanti, superata una piazzetta con il serbatoio idrico che alimentava una fonte pubblica, è visibile il "macellum", della prima metà del III secolo d.C.. Si tratta di un complesso di ambienti che occupavano un intero isolato affacciato su due strade a S e ad O, con ingresso sulla strada E. Fulcro dell'edificio era un grande cortile centrale rettangolare. Sul lato N/E si trova un lungo corridoio su cui si affacciano otto vani. All'interno del corridoio si trovano un pozzo e una cisterna. Il complesso viene interpretato come "hospitium" o come "macellum-horreum". A N del "macellum", proseguendo sulla strada O, si trovano sulla d. le "piccole terme", del IV secolo d.C. La struttura era accessibile attraverso una piccola gradinata. Subito dopo si trova un lungo corridoio mosaicato con motivi geometrici, dove si aprono numerosi pozzetti. Lungo la parete corre un bancone mosaicato che si prolunga nel vano successivo, con funzione di "apodyterium". Si conservano anche il "frigidarium", il "calidarium", il "praefurnium", i "tepidaria". Di fronte al "macellum", sul lato opposto della strada E, è situata la basilica, della seconda metà del III secolo d.C. L'edificio è suddiviso in tre navate, la centrale delle quali absidata. È preceduto ad E da un nartece. Il tetto era a capriate, con doppio spiovente. A S del "macellum", sul lato opposto della strada S, è situato l'imponente complesso delle "terme a mare", del II secolo d.C. Ha lati porticati, ambienti caldi e un grande "frigidarium" con due vasche. Ritornati alla piazzetta con il serbatoio e imboccata la strada verso S, il "cardo maximus", è visibile sulla d. la "casa dell'atrio tetrastilo", degli inzi del III secolo d.C. Presenta un prospetto porticato e una piccola corte con vasca centrale e pozzetto. Era accessibile dall'esterno tramite un corridoio percorso da una canaletta. Una serie di vani mosaicati circondano la corte: un "cubiculum" presenta un "emblema" con figura femminile e animale marino, della prima metà del III secolo d.C. L'edificio era probabilmente dotato di un piano superiore accessibile attraverso una piccola gradinata. A S della casa si osservano i resti del santuario di Eshmun-Esculapio: al rito dell'incubazione, tipico di questa divinità, riportano infatti le statuine di dormienti del II secolo a.C. restituite dagli scavi dell'edificio.
Come arrivare Da Cagliari si segue la SS 195 per Teulada sino al km 27, dove si svolta a s. per Pula. Attraversato il centro abitato e imboccata la via Nora si arriva all'area archeologica dopo 3 km.


Pula  Costume Tradizionale.
Pula ragazza a Cavallo in abito tradizionale

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