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Siniscola :: Importante centro della Baronia settentrionale, sorge su una pianura sotto le falde nord-orientali della piccola catena calcarea del Monte Albo. Il territorio è particolarmente variegato ed interessante dal punto di vista naturalistico, soprattutto per le immense e bianche spiagge dominate dalla presenza di dune.

Località Sarde > Nuoro


Il centro abitato di Siniscola dominato dal monte Albo

Siniscola (NU)

Siniscola, importante centro della Baronia settentrionale, sorge su una pianura sotto le falde nord-orientali della piccola catena calcarea del Monte Albo. Il territorio è particolarmente variegato ed interessante dal punto di vista naturalistico, soprattutto per le immense e bianche spiagge dominate dalla presenza di dune.

Abitanti: 11.023
Superficie: kmq 199,19
Provincia: Nuoro
Municipio: via Roma, 125 - tel. 0784 870800
Guardia medica: via Matteotti, 1 - tel. 0784 874022
Polizia municipale: via Sassari, 1 - tel. 0784 878480
Biblioteca: piazza S. Lucia - tel. 0784 818015
Ufficio postale: via Pellico Silvio, 1 - tel. 0784 871900

Stemma del Comune di Siniscola provincia di Nuoro Sardegna.
La vetrina delle Aziende Sarde


Informazioni Turistiche e Curiosità su Siniscola

Siniscola giace in una fertile piana alle falde nord-orientali della dorsale calcarea del Monte Albo che domina la Baronia e che costituisce un’interessante meta per quanti vogliono scoprire l’interno pastorale e selvaggio della Sardegna. Il paese è il centro maggiore della parte settentrionale della pianura baroniese e durante il Medioevo fu un importante centro dell’intero Giudicato di Gallura. Nella prima metà del Cinquecento vennero costruite torri e mura, di pianta esagonale, erette come difesa dalle incursioni barbaresche, favorite dal facile approdo. Il recente sviluppo urbanistico ha modificato l’antico tessuto urbano senza però cancellarlo del tutto. Tra i monumenti di qualche interesse sono la chiesa del Rosario, ricca di statue e preziosi arredi e, nella centrale via Sassari, la settecentesca parrocchiale di San Giovanni Battista, dall’interno interamente affrescato e con una curiosità: un’insolita lapide datata 1627 che reca incise delle impronte di piedi e una misura d’altezza che la tradizione vuole riferite a Gesù Cristo. Da via Roma si prende la strada che conduce al centro balneare La Caletta che, insieme al piccolo borgo di pescatori di Santa Lucia, forma la parte più turistica e marinara di Siniscola.

COME ARRIVARE
IN AUTO Siniscola è raggiungibile da Cagliari, Sassari, Olbia e Nuoro percorrendo la S.S. 131. Sbarcando ad Arbatax, si può percorrere la S.S. 125
IN AEREO Aeroporto Olbia Costa Smeralda 07026 Olbia (Gallura), Tel. 0789.563444 - info@geasar.it - www.geasar.it
IN AUTOBUS L’ARST (Azienda Regionale Sarda Trasporti) collega Siniscola con tutte le località principali come Nuoro, Olbia, Sassari. Numero verde 800.865042
IN TRAGHETTO I porti più vicini sono ad Arbatax, Olbia e Golfo Aranci, serviti dalle compagnie Tirrenia, Moby Lines, Sardinia Ferries, Grimaldi (collegamenti con Genova, Civitavecchia, Livorno). Nei mesi estivi Arbatax è collegata a Fiumicino con un servizio navi veloci della Tirrenia.

Il mare di Siniscola
La costa di Siniscola si estende per circa 30 km, 12 dei quali appartengono a spiagge bianche di finissima sabbia. La più nota, anche per i servizi offerti, è quella di La Caletta, uno dei più rinomati centri balneari della costa orientale. Questa località separa due spiagge: a nord quella bianca di San Giovanni e a sud, dopo il porticciolo, quella detta di Peschiera, un anfiteatro di 4 km di sabbia finissima color argento che si estende fino a raggiungere la frazione di Santa Lucia, caratteristico villaggio di pescatori. Il borgo sorge attorno alla torre aragonese del XVII secolo, con la sua spiaggia “Lontana”, così chiamata confidenzialmente da tutti i siniscolesi, con la spiaggia delle barche e la stupenda spiaggia dei confetti, in mezzo a lussureggianti pinete. Verso sud si aprono le meravigliose spiagge e le bianche e preziose dune di Capo Comino, contornate da un paesaggio fatto di rocce e scogliere di porfido scolpite dal mare e dal vento, di ginepri secolari e dalla profumata macchia mediterranea.

Spiaggia di Berchida.
Siniscola, la scogliera di Capo Comino
Il porticciolo di La Caletta, Siniscola.

Il Porto
LA CALETTA

ll porto di La Caletta è protetto da due moli: un molo di sopraflutto a due bracci, lungo circa 625 m, e un molo di sottoflutto di 160 m. Il molo di sottoflutto è banchinato internamente ed è riservato alle navi di linea, mentre alla radice di quest’ultimo si apre una darsenetta riservata alle imbarcazioni da pesca. Dalla banchina di riva si dipartono due pennelli in muratura: quello più a est è a forma di "T". Su entrambi ci sono pontili galleggianti. Il molo di sopraflutto ha la banchina orientata a sud-est, molo a forma di "T" lungo m 200 ove sono posizionati quattro pontili galleggianti per ogni lato per complessivi 300 posti barca. Pontili dati in concessione al Circolo Nautico La Caletta e al Comune.

COORDINATE: 40°36’,57 N 09°45’,34 E
PERICOLI: attenzione alla risacca con venti di maestrale o tramontana.
ACCESSO: senza limitazioni di orario.
FARI E FANALI: 1229 (E 1029) - fanale a lampi verdi, 3s, 1M sulla testata del molo di sopraflutto; 1229.2 (E 1029.2) - fanale a lampi rossi, 3s, 1M sulla testata del molo di sottoflutto. (N.B. consultare l’Elenco fari e segnali da nebbia per aggiornamenti e variazioni.)
FONDO MARINO: sabbia e roccia.
VENTI: ponente, tramontana e scirocco.
UFFICIO MARITTIMO: Ufficio Locale Marittimo
Loc. Porto - 08020 La Caletta (NU) - Tel. 0784.810137
GESTORE: Gestione e Direzione
Comuni di Posada e Siniscola
Informazioni: Concetta Genaneo
Tel. 0784.870871
Fax 0784.888300

Circolo Nautico La Caletta
via Cagliari, 1 - 08020 La Caletta (NU)
Tel. 0784.810631
DIVIETI: divieto di ormeggio alla banchina a ovest (molo di sopraflutto), banchina di sottoflutto.


Informazioni Porto La Caletta, Siniscola Nuoro
Cartina di Siniscola e delle coste.
Siniscola, veduta panoramica dal monte Albo
Siniscola, veduta del monte Albo

L’entroterra

Dopo un tratto iniziale, si lascia la S.S. 125 Orientale Sarda che corre lungo tutta la costa tirrenica inoltrandosi nelle terre del Cannonau per poi girare verso sud e tornare verso la vallata del Flumendosa e Villaputzu. Il viaggio conduce all’interno, in alcune delle zone meno frequentate della regione.


Il Monte Albo Da Siniscola ci si immette nella provinciale per Lodè che, con una successione di ripidi tornanti, si arrampica lungo il versante settentrionale del Monte Albo. Il monte deve il suo nome al candido colore (albo, infatti, è un termine che deriva dal latino albus = bianco) della sua roccia. Si tratta di una formazione rocciosa, risalente a circa 60 milioni di anni fa, appartenente a quel tavolato calcareo di cui fanno parte a nord l’isola di Tavolara e a sud il Supramonte. Al visitatore esso appare come un’imponente bastionata calcareodolomitica lunga 20 km e larga da 2 a 5 km, che domina, con cime comprese tra 1029 m e 1127 m, la pianura della Baronia. Caratterizzato da altissime pareti a picco, da fiumi sotterranei, da profondi orridi e da numerose grotte naturali scavate nel tempo dall’azione erosiva delle acque, è una zona di eccezionale interesse. La catena culmina nel Monte Turuddò e nella Punta Catirina, che si elevano entrambi a 1127 m, offrendo un emozionante panorama su parte delle Baronie e della Barbagia settentrionale: dalle cime si ammirano il mare della costa orientale con l’isola di Tavolara, le piane, il Monte Senes e il Monte Tuttavista, Tavolara, il Monte Nieddu, gli altipiani della Barbagia, il Monte Ortobene e il Supramonte fino alla catena del Marghine e al Gennargentu. Dal punto di vista naturalistico il rilievo conserva in alcuni tratti residue foreste di lecci con giganteschi esemplari di corbezzolo, tassi e olivastri secolari, mentre nella zona culminante è punteggiato solo da contorti ginepri e da bassi arbusti. Per la ricchezza e peculiarità della flora e della fauna, l’area è stata proposta come Riserva genetica integrale, come Biotopo di considerevole importanza botanica degno di conservazione e come Riserva Biogenetica di importanza europea.

Il territorio Il comune di Siniscola ha un territorio che si estende per 199,96 kmq. È situato a 39 metri sul livello del mare; il suo territorio, classificato come “collina litoranea”, si eleva da zero metri sul livello del mare fino a 1057 metri (Punta Ferularju) nella parte del Monte Albo. Appartiene alla provincia di Nuoro e confina con i territori di Posada, Torpè, Lodè, Irgoli, Onifai e Orosei. La sua costa si allunga per venti km circa da La Caletta fino a Preta Marchesa, al confine con il territorio comunale di Orosei. Il paesaggio di Siniscola presenta caratteristiche ambientali che concentrano nel suo spazio vissuto tratti di costa, pianure, colline e montagna. Nella parte sud, tra Capo Comino e Bérchida, emergono le rocce granitiche in pendenza verso le aree pianeggianti. Affiorano i graniti rosa, in parte coperti da una vegetazione spontanea, mentre gli arenili si caratterizzano per la sabbia sottile e bianca. Le aree centrali del territorio hanno forme ondulate, che si allontanano dalle fasce granitiche e in prevalenza prendono il posto delle rocce scistose di origine ignea e metamorfica con fenomeni naturali dovuti agli agenti idrici, termici e chimici.Il paesaggio muta anche nella vegetazione: la copertura è più fitta, con diversi boschi di leccio, mentre nelle parti centrali prevale la macchia bassa. Nella valle, dove scorre il Rio Siniscola, riaffiorano le rocce metamorfiche che si allungano fino alle periferie del centro abitato. Il Monte Albo (Monti Arvu) ha la caratteristica del paesaggio dei calcari, una formazione mesozoica, avvenuta nei fondali marini, che copre il tratto centro-settentrionale del territorio di Siniscola. La montagna si estende in direzione nord-est-sud-ovest con una linea di cresta lunga oltre tredici chilometri che discende verso i mille metri. I fianchi della montagna presentano strapiombi, falesie e precipizi che solcano i fianchi del Monte Albo che digradano con forti pendenze verso la pianura di Riu Siccu, dove si depositano i detriti. Il suolo tipico delle aree calcaree è argilloso. Le aree a valle del territorio sono di origine alluvionale e prendono il nome di Rio Siniscola, Rio Bérchida e Rio Loconteni. Essi hanno accolto i depositi che gli agenti atmosferici hanno fatto precipitare nel corso dei millenni dalle aree collinari e montuose. Nella piana di Overì il suolo è in prevalenza argilloso. Nella fascia litoranea si presenta un vasto sistema dunale, che separa il mare dall’entroterra pianeggiante. Le aree attorno alle dune prendono il nome di Salina Manna, Salinedda, Paule Lucca, Sa Pischera e S’Arenariu. Caratteristica è la presenza di depositi sabbiosi in aree che si abbassano rispetto al livello del mare, come per alcune si nota con il mutare delle stagioni, quando l’acqua salmastra ristagna d’inverno e in primavera.

Monte Albo visto da Punta Cupetti, Bastione calcareo lungo una ventina di chilometri, il Monte Albo ha una tipica forma allungata e imponente che domina il territorio storico delle Baronie. Il rilievo calcareo risale al mesozoico ed è ricco di bianche gole e grotte tanto da esser stato etichettato come il monte delle Dolomiti sarde. Caratterizzato da versanti verticali, tagliato da burroni profondi, raggiunge la massima altezza con le vette di Punta Caterina e Punta Turuddò (1127 m).

Monte Albo visto da Punta Cupetti

La presenza dell’uomo: la storia

La frequentazione dell’uomo nel territorio di Siniscola ha origini individuabili nel Paleolitico, ma non sappiamo come sia avvenuta la sua comparsa, forse ipotizzabile nel VI millennio a.C. con le migrazioni dal nord della Sardegna. Tracce di frequentazione sono risultate individuabili nei ripari sotto roccia del Monte Albo e delle alture di Bérchida, sicuramente primi luoghi di abitazione, da cui poi si procedette alla discesa verso le aree collinari e a valle, sviluppando migliori condizioni di vita e la capacità di organizzarsi in società e gruppi di famiglie. Le testimonianze più remote sono strumenti litici di ossidiana a forma geometrica rinvenute nell’area costiera e materiali grezzi provenienti dalla Grotta di Elene Portiche, nei fianchi di Monte Lattu. Sono presenti anche quattro Tombe di giganti ed una domus de janas, esempi del culto dei defunti. La domus, situata in cima alla collinetta di Cuccuru janas, è scavata nella roccia di scisto: presenta una anticella, la cella principale e due cellette laterali. Il materiale in cui è scavata si sfalda facilmente, mentre sulla destra (rispetto alla domus), risultano presenti tentativi di scavo di altre grotticelle. Oggi questo sito è assorbito dallo sviluppo urbanistico nella zona di San Narciso. Le Tombe di giganti certificate sono quattro, ubicate rispettivamente a Su Piccante (recuperata nel 2008), San Giacomo, Colovranas e Su Itichinzu. Quest’ultima presenta elementi di fruizione: conserva un lungo corridoio con impiego di lastroni di granito grigio, collocati di coltello e blocchi disposti in fila. Nell’ingresso vi era un’architrave come copertura: anche questo sito, dove è visibile la struttura della camera della tomba, è stato bersaglio di manomissioni. La stele con scopo votivo, che caratterizzava l’ingresso, è inesistente, conseguenza di sconvolgimenti abusivi avvenuti nell’area archeologica circostante. In rapporto al notevole numero di insediamenti riconducibili al Neolitico e all’età della lavorazione dei metalli (4700-2300 a.C.), il numero ridotto di luoghi di sepoltura è spiegabile con la presenza e l’uso di grotte come tombe. Una delle più note è Sa Prejone ’e S’orcu, situata nel canale di Riu Siccu, nei fianchi del Monte Albo, a circa 300 metri sul livello del mare. L’ingresso, molto ristretto, conduce all’interno con una scalinata di venti gradini che scendono con una andatura ad elica: al termine si accede, dopo un dislivello di cinque metri, ad un ambiente in cui sono visibili resti di muri, usato come riparo e rifugio ma anche come luogo di socialità e religiosità primitiva. Anche in questa grotta sono presenti i segni delle manomissioni clandestine. I nuraghi censiti nel territorio sono circa 26. Quelli che presentano caratteristiche specifiche per i materiali e i luoghi di realizzazione si trovano nei fianchi del Monte Albo, come i nuraghi Sas Píperas, Bona Fraule, Punta ’e su Pizzu che si trovano tra gli 800 e i 500 metri sul livello del mare. Ad una quota più bassa si notano i resti di Nuraghe Concas, Sa Punta ’e Sa Thurulìa e Sa Gurutta. Rappresentano un sistema di relazioni sociali tra loro, mentre nelle aree più basse sono stati rinvenuti resti di insediamenti; ne sono esempi Sas Funtanas e il villaggio nuragico di Lututhai che sopravvive semidistrutto, ma con del materiale calcareo, al saccheggio clandestino: nel 1936 presentava una ventina di capanne circolari costruite ad anello alla base e in alto con forme ellittiche o circolari, coperti con frasche legate con fango nella parte di congiunzione. Il sito è vicino alla sorgente di Fruncu ’e cohe. La fascia litoranea registra la presenza di torri nuragiche erette sulle alture come punti di avvistamento verso il mare e verso l’interno: sono noti come Nuraghe Artora, Nidu ’e Abile, Conca Umosa, Paule ’e Lucca, Punta ’e Nuraghe. In posizione intermedia tra queste due parti del territorio sono presenti i nuraghi di Sa Domo Bianca, Gorropis, S’Alapathu, Calavriches, ubicati in lievi colline distanti dalle pianure alluvionali. In questo territorio l’uomo nuragico era cacciatore, coltivatore e artigiano particolamente abile nella lavorazione dell’argilla e nella fusione dei metalli. Da Bona Fraule sono venuti spade di ferro, pugnali, coppe, vasi e tazze di bronzo, olle di ceramica, cui si aggiungono macine di pietra, pesi per telai, una navicella di bronzo, daghe di ferro e spade rinvenute nelle vicinanze, molle di bronzo e un morso di cavallo in ferro, due statuette di bovino, una protome di navicella di bronzo, daghe e spade nelle vicinanze di Oreo. Anche l’occupazione romana ha lasciato i suoi segni, dando l’impronta alla parlata locale e con reperti riconducibili all’età repubblicana, all’Alto ed al Basso Impero con una continuità che va dal II secolo a.C. fino al V secolo d.C.; sono riscontrabili anche testimonianze che giungono fino alla piena età bizantina, di cui sono stati recuperati alcuni affibiagli. Lungo il litorale sopravvivono le tracce della massicciata di una strada romana, mentre un vasto repertorio di monete, ceramiche, anfore ed armi provenienti da Siniscola è finito nei musei di Cagliari, Sassari e Nuoro, compreso un orcio rinvenuto in fondo al mare. A Santa Lucia sono state riscontrate fondamenta di antichi edifici, anfore romane e resti di mura coperte dalla sabbia, rinvenuti casualmente nel 1978 ma poi ricoperti per necessità tecniche dai dirigenti della Sovrintendenza di Sassari. Nella vallata di Bérchida sono state individuate tre ville: una è stata fatta oggetto di studi pochi anni fa e poi ricoperta. Questi luoghi sono in linea con l’attraversamento della rete viaria conosciuta nell’Itinerario Antoniano come la Olbia-Caralis, che faceva tappa a Feronia e a Fanum Carisi, per poi inerpicarsi in direzione di Viniola.

La chiesa della Madonna delle Grazie, Siniscola
La chiesetta del Santo Rosario, Siniscola. Foto del 1954.

Il paese Il toponimo di Siniscola, mettendo da parte le ipotesi fantasiose, si compone di due elementi che messi insieme significano “confine di corte” (Finis, ‘confine’, e scholae, termine quest’ultimo che in epoca bizantina indicava un gruppo di armati a presidio di una porzione di territorio). La Siniscola di quell’epoca era un luogo di confine della parte più meridionale del Giudicato di Gallura e della curatoria di Urisè-Galtellì. Nella parlata degli abitanti di Bitti, Lula, Nuoro, Siniscola era detta Thiniscòle, e per indicare gli abitanti si dice ancora oggi Thiniscolèsos. La prima citazione del toponimo Sinischole è presente nel Liber fondachi, che documenta ad opera dei dominatori pisani il periodo 1317-1318 del territorio di Siniscola e dei nuclei familiari sparsi nel territorio. Il nome ‘Siniscole’ lo si trova anche nelle Rationes Decimarum.. (sec. XIII-XIV) di P. Sella. Nel 1572 il nome Siniscola si ripete in rapporto al fiume più importante del territorio
descritto nella parte litoranea e nell’entroterra da Marco Antonio Camos. Il centro dell’abitato, cuore antico del paese, prima della moderna e tumultuosa espansione urbanistica, si presenta racchiuso da tre vie principali: via Roma, via Piemonte e via Sassari. La forma a pianta triangolare risulta nel Catasto De Candia del 1847: nella prima metà dell’Ottocento sopravvivevano tratti di mura che proteggevano l’abitato dalle incursioni saracene. Di quel periodo di saccheggi è testimonianza la presenza nella borgata di Santa Lucia della torre a pianta circolare, presidio militare realizzato tra il 1605 e il 1607. Sono tante le chiese presenti dentro l’abitato e nel circondario. Nel 1496 in un documento della Diocesi di Galtellì, edito dallo storico della Chiesa monsignor Ottorino Pietro Alberti, risultavano presenti le chiese di Sant’Anastasia, allora parrocchia, San Giovanni Battista, San Simplicio, Sant’Andrea. In un censimento del 1777, effettuato per il passaggio della Diocesi di Galtellì all’attuale sede di Nuoro, risultavano presenti sei chiese rurali (Santa Lucia, San Sisto, Sant’Andrea, San Simplicio, Sant’Efisio, San Giuseppe, San Pietro). Nel centro abitato le sedi di diffusione del cristianesimo erano San Giovanni Battista, la Madonna delle Grazie, la Vergine del Carmelo, Santo Stefano, le Anime, Sant’Antonio e la Vergine Itria. Oggi la chiesa parrocchiale, ricca di affreschi, di altari e di statue, è dedicata a San Giovanni Battista; fino alla prima metà del Cinquecento la parrocchia era la chiesa di Santa Anastasia, trasferita al centro del paese per paura delle incursioni saracene, che raggiungevano la periferia dell’abitato, dove si trovava la prima parrocchia. La trasformazione urbanistica di Siniscola è iniziata nel decennio tra il 1960 e il 1970, dando origine ai quartieri di Monte Idda, Duai, Sa Sedda, Cocorra, Funtana, Ghirtala, Su Ponte Erru e Garrau. All’esterno dell’abitato si sono sviluppate le borgate di La Caletta e Santa Lucia, mentre sono sorti nuovi agglomerati urbani a San Narciso, Avedì, S’ena ’e sa chita. Nel 2003, al censimento del patrimonio immobiliare, risultavano 6058 unità immobiliari: 3207 abitazioni erano occupate dai residenti, mentre 2851 avevano altre destinazioni. Il numero degli abitanti è in continua crescita: nel 1861, al primo censimento del Regno d’Italia, si contavano 2650 abitanti; al 1° gennaio del 2008 i residenti risultavano 11.427. Non è aumentata soltanto la popolazione: nel corso del Novecento hanno preso il via opere di trasformazione del territorio che hanno contribuito a migliorare la qualità di vita degli abitanti. Nella storia del territorio occorre annoverare anche le grandi opere di bonifica delle aree paludose e malsane che hanno restituito al lavoro agricolo le zone attorno a La Caletta, Capo Comino, Bérchida, Murtas Artas. Nel Rio Siniscola il Ponte di Ferro ai primi del Novecento ha sostituito una passerella in legno. Lo scalo naturale di Predas nieddas ha lasciato il posto al porto turistico di La Caletta, prima soltanto commerciale, oggi con 450 posti barca.


L’economia L’economia del paese, prevalentemente agricola, pastorale e artigianale fino al 1950, ha compiuto un salto in avanti per effetto della posizione geografica favorevole agli investimenti nel settore della piccola e media industria, nel settore tessile e nella produzione della calce e del cemento. Nell’area di Murtas Artas è sorto nel 1975 il Consorzio industriale di interesse regionale. Nel 2003 gli addetti ai vari settori produttivi risultavano così distribuiti: il settore industria contava 45 imprese e 489 addetti, il commercio annoverava 291 attività in servizio e 809 addetti, le istituzioni erano 65 con 895 addetti, nella categoria degli altri servizi si contavano 283 unità locali e 798 addetti. Anche gli edifici pubblici hanno fatto un passo in avanti a favore dei servizi culturali e della sanità pubblica: da oltre un decennio è attivo il Poliambulatorio con la medicina specialistica, mentre l’offerta formativa per gli studenti del territorio comprende il Liceo scientifico, l’Istituto professionale di stato per l’agricoltura, il Tecnico per ragionieri e geometri e il Marittimo. I servizi per il credito sono forniti da due banche.


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Dove Mangiare, dove Dormire, Vendita Prodotti Tipici Sardi
a Siniscola

Agriturismo Comino Alto Località Capo Comino - Siniscola (NU).
Agriturismo Manasi S.S. 125 verso Siniscola (NU), dove dormire e dove mangiare a Siniscola Nuoro Sardegna.
B&B Mari e Monti Sardi Località Minatoriu - Siniscola (NU), dove dormire dove mangiare a Siniscola, Turismo a Siniscola Nuoro Sardegna.

Agriturismo Comino Alto

L'agriturismo che guarda sul mare, Comino Alto, situato su una collina a circa 100 metri sul livello del Mare, si trova a "Capo Comino " di Siniscola. Dalla sua posizione domina il paesaggio circostante: un mare cristallino i cui colori dell'acqua variano dal verde turchese all'azzurro profondo, la stupenda spiaggi di "Capo Comini", caratterizzata dalla presenza di bellissime dune sabbiose, uniche lungo tutta la costa orientale sarda. Le Dune di Capo Comino sono famose, oltre che per la loro unicità e bellezza, in quanto furono teatro delle riprese del film "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto" (1974), interpretato da Giancarlo Giannini e la meravigliosa Mariangela Melato. Nel 2001, il Remake del film di Lina Wertmuller, reinterpretato da Madonna, ancora una volta, quale luoghi delle riprese ha avuto, insieme a Cala Luna, Le Dune e la Spiaggia di Capo Comino.

Informazioni di Contatto
Località Capo Comino - Siniscola (NU)
Cell: 329.355.9586

E-mail: cominoalto@cominoalto.it

Agriturismo Manasi
Al pianterreno vi sono due sale per la consumazione dei pasti, un'ampia cucina, due verande coperte, dove è possibile fruire dei servizi all'aperto nel periodo estivo. L'agriturismo Manasi offre la disponibilità di 10 camere, doppie e triple. Hanno tutte accesso indipendente e bagno singolo con doccia, e una ampia veranda. Sorgono nel centro aziendale a 50 metri dalla struttura per la ristorazione, in zona panoramica, con il mare azzurro di Santa Lucia e La Caletta a breve distanza, con le maestose montagne del Montalbo in lontananza e le vicine colline ricoperte di sempreverdi lecci e sughere, che le fanno da cornice. Il piacere di abitare è garantito al loro interno dal gusto degli arredi e dalla presenza di ogni confort, (TV color - frigorifero - aria condizionata - parcheggio auto), e al loro esterno dalla pace, il silenzio e i profumi della vegetazione circostante.

Informazioni di Contatto
S.S. 125 verso Siniscola (NU)
Tel. 329.422.9343
Tel. 0784.87.74.02

E-mail: info@manasi.it



B&B Mari e Monti Sardi

Molto più di un semplice B&B, è un mix unico di accoglienza e ospitalità tipica sarda ideale per coloro che amano sia il mare che la montagna e che intendono assaporare le bellezze storiche e paesaggistiche sarde.
Il servizio offre alla clientela prezzi scontatissimi comprendendo il pernottamento con tutti i confort, una ricca colazione dolce e/salata anche a base di prodotti tipici e il posto auto interno.
Il “Mari e Monti Sardi” è composto da una camera da letto singola, una doppia e una tripla con climatizzatore ed un bagno per ogni camera.




Informazioni di Contatto
Località Minatoriu - Siniscola (NU)
Telefono: 334 333 7189

E-mail: donatella_pipere@yahoo.it

E-mail: mariemontisardi@tiscali.it

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P.zza Berlinguer 18
La Caletta (NU)
Tel.: 0784 810049

E-mail: domosm@tiscali.it

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Via Rossini 16
08029 Siniscola (NU)
Tel. 339.6475333 - 346.5080871


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Via G.F. Conteddu, 79
Siniscola (Nuoro)
Tel. 0784 877843


E-mail: info@onciadoro.it





Scogli a Capo Comino, Siniscola Nuoro Sardegna.
Siniscola, grotta di Locoli.

Le tradizioni

Il sardo parlato a Siniscola viene inserito dai linguisti nell’area del logudorese centrale. La parlata ha una caratteristica conservativa che tramanda l’impronta latina (antela, liminagliu, janna, monti arvu, aiutoriu, flúmene), cui si è aggiunto l’influsso ispano- castigliano (ventana, mesa, rebussare, cugliera); altri termini, usati come nomi di luogo, hanno origine pre-romana (oreo, tolis, gorropis). Rispetto al passato il modo di vestire degli abitanti ha subito una rivoluzione. Molte donne oltre i sessant’anni, tuttavia, indossano nella vita quotidiana sa unnedda, sa camisa, su mucatore e s’antela. Il costume tradizionale delle donne e degli uomini lo si può ammirare nella processione della festa della Madonna delle Grazie. Sopravvivono invece su ballu tunnu, il canto a tenores, la corsa dei cavalli a Carnevale, su peti cocone (la questua dei bambini in occasione della ricorrenza dei defunti). La sapienza delle mani delle donne di Siniscola tramanda un patrimonio di pani e dolci per i matrimoni (s’aranzata, sa suppa, sa pompìa, sas seatas, sos gurugliones), la festa di Sant’Antonio (su pistiddu), il Carnevale (sas orilletas, sas fusones, sas casatinas), la ricorrenza dei defunti (sos papassinos) e della Pasqua (sa pipedda chin s’ovu). È un ricco patrimonio di tradizioni, in cui convivono aspetti della vita contadina e della vita moderna, che ruota in prevalenza attorno al calendario delle feste e delle sagre popolari. In questo quadro di usanze si perpetua il rito pre-cristiano de sos oloneddos, piccoli fuochi che il 23 giugno molte famiglie accendono davanti all’uscio di casa all’imbrunire, mentre rintoccano le campane. Si usa la canna delle fave essiccate, cui si aggiunge l’elicriso (su vrore de Santa Maria): è un piccolo fuoco che brucia in fretta, non viene benedetto dal prete, chi lo accende compie, insieme ai presenti, un salto a forma di croce e ruota tre volte da destra verso sinistra e viceversa. In passato il rito si completava con un bagno a mezzanotte nelle acque del mare di Predas nieddas, nei pressi della chiesetta di San Giovanni. Le tradizioni della religiosità cristiana si riconducono alle feste più sentite da parte della comunità: la festa della Madonna delle Grazie (seconda domenica di ottobre), la festa del patrono San Giovanni (24 giugno), Su ocu de Sant’Antoni (17 gennaio), organizzato da un comitato promotore che la settimana precedente chiama i giovani alla raccolta de su ramasinu (il rosmarino). A La Caletta si rinnova a metà maggio la festa della Madonna del Mare. Nel vasto panorama delle feste campestri figurano Santu Jaccu (1° maggio), Santu Pretu (29 giugno), Santu Zoseppe (19 marzo), La Vergine della Salute, nota come Madonna de Luitu, vicina ad una sorgente ritenuta salutare, San Simplicio (in settembre).
Personaggi illustri
Siniscola ha dato i natali a diversi personaggi che si sono distinti nel campo della cultura e della politica. Nel 1892 vi è nato Luigi Oggianu, fondatore del movimento dei combattenti e del Psd’Az, senatore della Repubblica dal 1948 al 1953. Un posto nelle vicende della storia civile di metà Ottocento spetta al sindaco Salvatore Angelo Filippi, che da sindaco di Siniscola si fece interprete nel 1869, nella inchiesta parlamentare Depretis sulla Sardegna, delle condizioni di arretratezza dei comuni sardi. A Siniscola ha avuto i natali Antonio Marongiu (1902), storico del diritto, docente universitario di fama internazionale, studioso dei Parlamenti e delle forme di Stato. Di diritto si è occupato anche Giovanni Francesco Conteddu (1865): tra i suoi scritti di argomento giuridico figurano anche due opere di ricerca storica sulle torri costiere della Sardegna.
Muttos di Siniscola
Nella cultura orale si tramanda il poetare con la tecnica dei muttos. Si componevano per esprimere il sentimento d’amore nelle serenate davanti alla casa dell’amata, ma anche per raccontare e giudicare i vari fatti della vita comunitaria. Ecco alcuni testi raccolti da chi scrive con la testimonianza di Maria Cossu e dal prete-etnologo Raimondo Calvisi (1892-1978), parroco per quindici anni a Siniscola a partire dal 1940.


Testi di Vittorio Sella

Siniscola, esemplare di cicogna.

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