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Onanì :: Comune della Provincia di Nuoro sorge in uno splendido scenario naturalistico molto variegato, con colline ricche di boschi di roverelle e di macchia mediterranea. Il centro abitato ha conservato il suo assetto tradizionale con le case tipiche dell'architettura barbaricina, alcune abbellite da particolari murales eseguiti dal pittore Diego Asproni.

Località Sarde > Nuoro


Nuvola a Mamone, Onanì
Onanì, particolare casa nel centro storico

Onanì

Onanì sorge in uno splendido scenario naturalistico molto variegato, con colline ricche di boschi di roverelle e di macchia mediterranea. Il centro abitato ha conservato il suo assetto tradizionale con le case tipiche dell'architettura barbaricina, alcune abbellite da particolari murales eseguiti dal pittore Diego Asproni. Di notevole interesse la chiesa di San Pietro, edificata in forme romaniche e risalente al XII secolo.


Abitanti: 467
Provincia: Nuoro
Superficie: kmq 71,97
Municipio: via Roma, 27 - tel. 0784 410023
Cap: 08020
Guardia medica: (Bitti) - tel. 0784 415079
Biblioteca: via Roma, 29 - tel. 0784 410045
Ufficio postale: via Roma, 81 - tel. 0784 410022

"Tu hai gli occhi azzurri, i piedi e le mani che sembrano culle: sì, in verità santa, le culle di sughero, appese con corde di pelo alle travi delle case di Onanì, sono più piccole delle tue mani." Da "Colpi di scure" di "Grazia Deledda". Il piccolo borgo di Onanì, ricordato in questo splendido passo di Grazia Deledda, sorge a metà strada tra Bitti e Lula, su una zona collinare coperta dalla macchia mediterranea e da boschi di roverelle. Nelle vicinanze si stendono i salti di Mamone, scelta come luogo di nidificazione dall'aquila reale, e la zona attraversata dal corso del Riu Mannu coi suoi verdi pascoli in cui crescono cardi e ferule. Il territorio di Onanì fu popolato fin dall'antichità, come dimostra la presenza del nuraghe Santu Pedru ai margini del paese. Di sicuro fu sede di culto in periodo bizantino, quando si sviluppò la devozione per Sant'Elena, San Gavino e i Santi Cosma e Damiano, cui furono dedicate anche delle chiesette. Nel Medioevo fece parte della curatoria di Bitti sotto il giudicato di Torres; sotto la dominazione aragonese Onanì poi fu trasformato in feudo e nel XVII secolo entrò a far parte del marchesato di Orani.

Informazioni turistiche e curiosità su Onanì

All'interno del centro abitato, anticamente spostato più a ovest presso la chiesa di San Pietro, si possono ammirare i bellissimi murales realizzati dal pittore Pietro Asproni e da alcuni allievi dell'Accademia di Brera a evocazione della vita quotidiana e degli eventi salienti della storia del paese. Nel centro storico è possibile visitare la chiesa parrocchiale dedicata al Sacro Cuore di Gesù, edificata a fine Ottocento, e quella della Madonna di Loreto, precedente parrocchiale, realizzata nel XIV secolo con l'intento di accontentare le esigenze religiose di una comunità numerosa. Vero gioiello del paese è la chiesetta di San Pietro, databile alla seconda metà dell'XI secolo. Essa sorge ai margini dell'abitato, dominando la strada che porta a Bitti. Il principale motivo d'attrazione, oltre la sua collocazione altamente suggestiva su una piccola altura, è il materiale con cui è stata realizzata: il granito, utilizzato per pochissime altre chiese sarde, e lo scisto usato per la copertura. La semplice facciata romanica, priva di ornamenti, è conclusa da un piccolo campanile a vela e si apre verso l'interno con un'apertura a croce che si ripete identica anche nella parte posteriore sopra l'abside. Nei pressi della chiesa sorge inoltre il nuraghe di Santu Pretu, parzialmente diroccato, testimone del precoce insediamento umano nell'area. Anche i dintorni di Onanì offrono la possibilità di attraenti escursioni tra chiesette campestri e siti archeologici. Si trovano in ottimo stato le chiesette di San Francesco, quella di San Bachisio nella valle del Riu Mannu, quella di Sant'Elena e quella dedicata ai Santi Cosma e Damiano, i cui culti quasi certamente risalgono all'epoca bizantina. Numerosi sono anche i nuraghi che costellano la zona (Salamite, S'Ena, con le vicine domus de janas, Sorastru, Collovras e Nuragheddu) e una visita meritano le tombe di giganti di San Bachisio e Tanca Pettorale. Chi arriva a Onanì sarà sicuramente attratto dai prodotti tipici dell'artigianato locale, realizzati in legno e ferro, ma anche dai suoi succulenti piatti e pani, tra cui il caratteristico pane carasau. Molto sentito è poi l'affetto per i Santi venerati nel paese, manifestato con grandi festeggiamenti che si dispiegano nell'arco dell'anno. Il 16 e 17 gennaio vengono accesi i fuochi per Sant'Antonio Abate, a maggio viene festeggiato San Bachisio con una caratteristica festa campestre e il 17 ottobre San Francesco.


Onanì informazioni turistiche e curiosità.
Onanì Autunno in Barbagia dove dormire e dove mangiare.

Storia Onanì fu abitato fin dal periodo nuragico, come testimoniano i resti di numerosi monumenti risalenti a quel periodo. All'epoca romana risalgono alcuni oggetti venuti alla luce nei dintorni del paese e qualche moneta. Sono del periodo bizantino, il culto dei Santi Elena, Gavino, Cosma e Damiano e le chiesette a loro dedicate. Nel Medioevo fece parte del giudicato di Gallura e incluso nella curatoria di Bitti. Dopo la dinastia dei Visconti il villaggio divenne possedimento del giudice di Arborea e annesso al giudicato. Nel 1335, dopo la conquista aragonese, il territorio entrò a far parte del feudo concesso a Giovanni d'Arborea. Negli anni successivi, durante la guerra tra Arborea e Aragona, il paese fu occupato dalle truppe giudicali, le quali causarono gravi danni all'intera popolazione. Caduto il giudicato, nel 1410 venne concesso in feudo a Nicolò Turrigiti, i cui discendenti nel 1430 lo vendettero al marchese di Oristano. Così Onanì entrò a far parte di quel grande feudo fino a che, dopo il 1477, fu confiscato a Leonardo Alagon.
Nella concitata fase che seguì la battaglia di Macomer, venne compreso nei territori che erano stati riconosciuti appartenenti ai Carroz di Mandas come eredi di Giovanni d'Arborea, ai quali appartenne fino alla prima metà del XVI secolo. All'inizio del XVIII secolo Onanì, così come il resto della Sardegna, passò ai Savoia. Con la divisione della Sardegna in due province (Cagliari e Sassari) ed in tre circondari (Cagliari, Sassari e Nuoro), il paese fu incorporato nel mandamento di Bitti, appartenente alla provincia di Sassari. Con la scomparsa degli ultimi eredi della famiglia dei Maza, il piccolo borgo passò prima ai Portugal ed infine ai De Silva che lo inclusero nel marchesato d'Orani e lo mantennero nei secoli successivi fino al riscatto avvenuto nel 1839. L'attuale centro abitato ha conservato il suo assetto tradizionale con le case tipiche dell'architettura barbaricina, alcune abbellite da murales (affreschi murali eseguiti sulle facciate esterne delle case). Spesso questi suggestivi dipinti hanno un contenuto politico-sociale. I primi affreschi sono stati eseguiti a partire dal 1984 ad opera del pittore Diego Asproni e di un gruppo di studenti dell'accademia di Brera. L'edificio più bello è la chiesa di San Pietro, la vecchia parrocchiale che sorge alla periferia del villaggio lungo la strada per Bitti, edificata nel XII secolo in forme romaniche in conci granitici. L'attuale chiesa parrocchiale, intitolata al Sacro Cuore e edificata nel 1866, presenta un interessante portale in bronzo dell'artista Pinuccio Sciola.
Tradizioni Il paese ha conservato le sue radici più profonde, soprattutto per quanto riguarda i costumi e gli usi antichissimi tuttora presenti e visibili. Traggono spunto dalla tradizione popolare i murales che adornano le case del centro abitato. Queste opere d'arte, realizzate da alcuni artisti locali, raffigurano scene di vita quotidiana della comunità.
Territorio Onanì è circondato da un caratteristico e variegato paesaggio, con colline ricche di boschi di roverelle e di macchia mediterranea. Da segnalare la zona dei salti di Mamone, dove nidifica l'aquila reale, e quella attraversata dal rio Mannu, con verdi pascoli dove abbondano i cardi e le ferule. Di grande bellezza e di notevole interesse naturalistico è il complesso di monte Alvo, all'interno del quale facili sentieri conducono ad un ambiente ricco di boschi e di una fauna che comprende alcune delle specie più caratteristiche della Sardegna.
Economia Il sistema economico di Onanì si basa fondamentalmente sulla pastorizia e sulla produzione di prodotti tipici come il pane carasau. Apprezzabili anche le lavorazioni artigiane di legno e ferro.

Onanì chiesa di San Pietro indicazioni turistiche su Onanì paese della Barbagia.

Chiesa di San Pietro

Come arrivare: Lungo la SP 3 da Bitti a Lula, al km 7,5 si trova l'abitato di Onanì, alla cui periferia sorge la chiesa di San Pietro. Collocato nel cuore della Sardegna, l'abitato di Onanì è conosciuto per i murales realizzati dal pittore Diego Asproni e da un gruppo di studenti dell'Accademia di Brera. Nelle vicinanze si trovano siti archeologici che risalgono all'epoca nuragica. L'antica parrocchiale di San Pietro Apostolo è ubicata all'immediata periferia del paese, in un'area campestre che prospetta sulla strada fra Onanì e Bitti.
Descrizione La chiesa di San Pietro Apostolo di Onanì rappresenta un bell'esempio di Romanico minore, che trae fascino dall'organico inserimento nel paesaggio naturale e dalla qualità della pietra. Non si conoscono attestazioni documentarie della chiesa, interamente realizzata in granito lavorato in piccoli conci. La fabbrica si può ascrivere al XII secolo e presenta elementi di forte affinità con piccole chiese dell'isola d'Elba e della Corsica, ugualmente edificate in granito. La pianta è mononavata con abside a S/E. La copertura esterna è realizzata in lastre di scisto. L'abside presenta una monofora al centro ed è sovrastata da una apertura cruciforme, analoga a quella in facciata. Quest'ultima presenta un portale con arco di scarico rialzato e un architrave in scisto; al culmine degli spioventi si innalza un grande campanile a vela.
Storia degli studi La storia degli studi su Onanì e la chiesa di San Pietro si riduce a poche pubblicazioni: la voce "Onanì" di Vittorio Angius nel "Dizionario" del Casalis (1845), lo studio sulla diocesi di Galtellì curato da Pietro Maria Marcello (1983) e la scheda nel volume di Roberto Coroneo sull'architettura romanica in Sardegna (1993), che pone l'accento sulla particolarità del materiale costruttivo, il granito, poco utilizzato nell'architettura romanica sarda. Del 1995 è una pubblicazione curata dal Comune di Onanì.


San Pietro di Onanì (seconda metà XII sec.) Giudicato di Gallura, curatoria di Bitti, Onanì
La chiesa di S. Pietro apostolo, antica parrocchiale di Onanì, sorge all’immediata periferia campestre dell’abitato, alta sulla strada per Bitti, nel sito di un insediamento nuragico. Il toponimo è menzionato dal 1341. La chiesa è fabbricata in conci granitici subsquadrati, di piccola pezzatura. L’aula ha impianto mononavato ed è larga m 4,65. La copertura, esternamente a tetto, ha due falde in lastre di scisto, poggiate su cornice a listello che corre anche lungo il terminale dell’abside a sudest. Nel semicilindro si apre una piccola monofora centinata a doppio strombo. Altra fonte di luce è data dalle finestre cruciformi nei frontoni dei prospetti principali. La facciata culmina con il grande campanile a vela e ospita il portale, con stretto architrave in scisto e arco di scarico semicircolare rialzato di un concio.


Onanì murale Santu Gorme.
Dolci tipici di Onanì.
Cortes Apertas a Onanì, Autunno in Barbagia a Onanì.
Cortes Apertas a Onani 10 11 12 ottobre 2014 Autunno in Barbagia a Onani 10 11 12 ottobre 2014

Cortes Apertas Onanì
Ammentos anticos 8 e 9 0ttobre 2016
AUTUNNO IN BARBAGIA A ONANI’


Una leggenda popolare narra di un antico villaggio intitolato a un capotribù nuragico da cui deriverebbe Onanie, nome in sardo del paese di Onanì. Una ricca varietà di paesaggi caratterizza il territorio di Onanì in cui il visitatore potrà spaziare con lo sguardo su panorami ogni volta diversi e sempre incantevoli. Le verdeggianti colline sono ricoperte da stupendi boschi di roverella circondati dalle essenze della macchia mediterranea. Questo è l’habitat di diverse specie della fauna locale: cinghiali, lepri, pernici. Una passeggiata nelle campagne intorno al centro abitato offre la possibilità di fare un tuffo nella storia alla scoperta delle deliziose chiesette campestri e dei siti archeologici; luoghi di grande fascino come la chiesa di Santu Pretu, edificata nell’XI secolo con conci di granito e una rara copertura con lastre di scisto, accanto a cui si trova il nuraghe omonimo, testimone dell’antica civiltà sarda che qui si stabilì fin dall’età del Bronzo. Antichità e modernità convivono in un paese che può vantare origini che affondano nella preistoria e che ha saputo guardare al futuro scommettendo sull’arte e sulla propria cultura.





COSA VEDERE A ONANI'
Alcuni ritrovamenti archeologici risalenti all’età Nuragica indicano che il territorio di Onanì ha avuto in tale periodo notevoli insediamenti umani. Gli studiosi suppongono pertanto che il territorio abbia un grosso patrimonio archeologico sepolto.

Attualmente sono classificati i seguenti Nuraghi, Tombe di Giganti e Pozzo Sacro:


Nuraghe “SIRI”
Nuraghe “SAN PIETRO”
Nuraghe “S’ENA”
Nuraghe “MAINDREU”
Nuraghe “SALAMITTI”
Nuraghe “MASTRU OSSANU”
Nuraghe “SARRATA”
Nuraghe “CALTROVOS”
Nuraghe “LIRA”
Nuraghe “NURAGHEDDU”
Nuraghe “SAN PIETRO”
Nuraghe “LAPASIO”
Nuraghe “GIACU ENU”

Tomba di Giganti “SAN BACHISIO”
Pozzo Sacro “MUROS D’AVRIA”


Dove mangiare a Onanì
Specialità locali lungo le Cortes e vari punti ristoro per le vie del paese.

Dove dormire a Onanì
Presso Foresteria per prenotazione Cell.: 3336050155

Info
Comune di Onanì - tel. 0784 410023, fax. 0784 410101
e-mail: protocollo@comune.onani.nu.it
Pro Loco Onanì tel. 340 8987078

Onanì Cortes apertas 2012, Autunno in Barbagia 28 29 30 settembre 2012 tutti gli appuntamenti dell'Evento a Onanì.
Onanì Cortes apertas, Autunno in Barbagia a Onanì.
Onanì Cortes apertas, Autunno in Barbagia a Onanì.
Onanì Cortes apertas, Autunno in Barbagia a Onanì, Turismo a Onanì.
Onanì Cortes apertas, Autunno in Barbagia a Onanì.

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